Sessant’anni di storia, migliaia di persone coinvolte e un gesto che, ancora oggi, conserva intatto il suo valore: donare il sangue significa mettere una parte di sé a disposizione degli altri. È questo il filo conduttore che ha accompagnato domenica la cerimonia per il 60esimo anniversario dell’Avis comunale di Gussago, sezione «Dottor Carlo Corcione», fondata nel 1966. Una storia lunga sei decenni, costruita attraverso una solidarietà concreta e silenziosa.
La dimensione
I numeri raccontano bene la dimensione di questo impegno: dal 1° gennaio 1966 a oggi sono state effettuate 24.513 donazioni, mentre sono state 3.398 le persone che, nel corso degli anni, hanno scelto di iscriversi all’associazione.
Al 30 agosto 2026 i donatori attivi sono 477. Numeri importanti, ma che non devono far dimenticare una questione che riguarda il futuro.
«Negli ultimi anni facciamo circa 800-900 donazioni all’anno - ha spiegato la presidente Anna Serina -, ma purtroppo stiamo notando un leggero calo». A incidere sono anche le nuove restrizioni legate ai viaggi internazionali, che possono comportare periodi di sospensione dalla donazione.
L’appello
Ma c’è soprattutto un tema generazionale. «I giovani si iscrivono, ma purtroppo sono poco costanti», ha sottolineato Serina. Da qui l’appello a rafforzare il ricambio generazionale, perché garantire la disponibilità di sangue significa assicurare continuità a un servizio indispensabile per la comunità e per il sistema sanitario. E non servono soltanto nuovi donatori.
L’Avis locale necessita anche di nuove energie all’interno della propria organizzazione. «Avremmo bisogno di qualche figura che entri nel consiglio direttivo - è stato sottolineato dai vertici del sodalizio - perché gli attuali consiglieri sono ormai in gran parte datati».
Un invito rivolto a chiunque voglia mettere a disposizione tempo, entusiasmo e capacità per accompagnare l’associazione nei prossimi anni.
Il servizio
La giornata ha rappresentato anche un punto di ripartenza. Il sindaco Giovanni Coccoli ha parlato di «generosità, solidarietà e amore per il prossimo», e ha ricordato come dietro ogni donazione ci sia «una scelta semplice e straordinaria»: mettere una parte di sé al servizio degli altri senza chiedere nulla in cambio. È la lezione che l’Avis di Gussago porta con sé dal 1966. Una storia fatta di 24.513 gesti concreti, ma che per continuare ha bisogno di nuove persone disposte a compierne altri. «Non mi stancherò mai di portare avanti la nostra Avis», ha concluso Serina. Perché il sangue resta un dono fondamentale, legato alla grande generosità di tutti gli avisini, di ieri, di oggi e di domani.



