C’è sempre bisogno di sangue. Per salvare una persona gravemente ferita in un incidente possono servire dalle due alle dieci sacche di globuli rossi. Sacche che possono diventare 40 in caso di trapianto di fegato. Allo stesso modo è fondamentale anche il plasma. Basti pensare che per produrre i medicinali per il trattamento di un paziente emofiliaco sono necessarie 1.200 donazioni.
Verso la GdB Run
Donare, si sa, fa bene agli altri, ma anche a se stessi. Ne abbiamo parlato con Germana Zana, direttrice sanitaria dell’Avis provinciale di Brescia: «Chi dona – sottolinea la dottoressa – è costantemente controllato ed effettuare esami precocemente è una forma di prevenzione».
L’occasione per affrontare l’argomento è la GdB Run del 7 giugno: l’intero ricavato delle iscrizioni alla corsa organizzata dall’Editoriale Bresciana con Uisp, Avis e la collaborazione del Comune di Brescia servirà, infatti, a dare nuovo slancio al progetto «Piacere, Avis: e tu? Conoscere, crescere, donare» che gli avisini portano nelle scuole e nei Grest per diffondere la cultura del dono.
Chi può donare
Diventare donatori – ricordiamo – è semplice. I requisiti sono essenzialmente cinque: essere in buone condizioni di salute, avere un’età compresa tra i 18 e i 60 anni, pesare più di 50 chilogrammi, risultare idoneo agli accertamenti eseguiti durante la visita medica e non aver avuto gravi malattie, come il melanoma.
Il primo passo da fare è compilare il form disponibile sul sito dell’Avis provinciale nella sezione «Diventa donatore». Lasciati i propri dati, si viene contattati dalla sede per fissare la visita medica e, la stessa mattina, rispondere al questionario ed eseguire i primi esami del sangue. Se tutto va bene il secondo appuntamento è quello della prima donazione.

«Le donne in età fertile possono donare sangue intero due volte l’anno, gli uomini e le donne in menopausa quattro – precisa la dottoressa –. Per recuperare il livello di ferritina servono da uno a tre mesi. La donazione di plasma, invece, può avvenire una volta al mese».
Controlli periodici
Ad ogni donazione alcuni campioni di sangue vengono sottoposti ad analisi: «Questi esami rappresentano un momento di verifica dello stato di salute del donatore e di tutela per il ricevente». L’obiettivo è escludere – anche con test di biologia molecolare – l’eventuale presenza di Epatite B e C, sifilide e Hiv. Viene inoltre eseguito, tra le altre cose, l’emocromo. Considerato che chi è già donatore può continuare a esserlo fino ai 70 anni, dai 65 in poi viene proposto gratuitamente anche l’elettrocardiogramma. Esame che, insieme alla visita cardiologica, può essere esteso anche ad altri donatori su valutazione del medico.
Ci sono situazioni, poi, che possono far scattare un’interruzione temporanea della possibilità di donare. Qualche esempio? «In caso di malanni di stagione curati con terapie antibiotiche o cortisoniche bisogna fermarsi 15 giorni – spiega –. Sono necessari, invece, quattro mesi di stop quando si eseguono tatuaggi o si viene sottoposti a un esame endoscopico. I mesi di sospensione diventano sei dal rientro da un viaggio in Paesi tropicali».




