Cronaca

Addio al Viandante, casa di tante idee e battaglie con vista Torbiere

Dopo dieci anni, l’11 novembre le chiavi del locale alla stazione di Provaglio-Timoline tornano alle Ferrovie: nel 2027 il nuovo bando per riassegnare lo spazio. Il circolo di Legambiente traslocherà invece al parco del frantoio di Rodengo Saiano
L'ex casello ferroviario, per dieci anni casa del Viandante -  © Facebook Viandante
L'ex casello ferroviario, per dieci anni casa del Viandante - © Facebook Viandante

Ci si andava per un caffè e si finiva per restare un pomeriggio. Succedeva spesso, al Viandante, ex casello ferroviario premiato «stazione green». Bastava incontrare qualcuno sulla terrazza, con le Torbiere di fronte e i binari sotto, e il tempo prendeva un’altra piega. Si parlava di tutto, ma prima o poi si tornava sempre a quel paesaggio: alla sua bellezza, certo, ma soprattutto a quello che ancora si poteva fare per difenderlo. Adesso che il Viandante ha chiuso, dopo dieci anni, sarà difficile passarci davanti senza potersi più fermare come prima. Perché in fondo, lì, era successo qualcosa di piuttosto insolito: la vecchia stazione di Provaglio-Timoline era stata costruita per veder partire le persone. Il Viandante, invece, aveva dato loro una ragione per tornare e per restare.

Creare comunità

Sessantamila persone hanno visualizzato e commentato online l’annuncio della chiusura, un numero che racconta quanto lontano fosse arrivato quel piccolo locale affacciato sulle Torbiere. Ma soprattutto quante persone lo sentissero proprio. Non era una clientela, almeno non soltanto: era una comunità costruita senza tessere d’appartenenza, fra un aperitivo e un’assemblea, una mostra e una battaglia ambientalista. Nessuno ha consegnato al Viandante la notifica di sfratto: semplicemente, la concessione decennale è scaduta e il team si dedicherà ad altro.

Dalla terrazza dell'ex casello ferroviario si ammirava il paesaggio delle Torbiere -  © Facebook Viandante
Dalla terrazza dell'ex casello ferroviario si ammirava il paesaggio delle Torbiere - © Facebook Viandante

Tutto era cominciato il 26 novembre 2016, quando Matteo Lanciani e Davide Parzanini, amici dai tempi della scuola, avevano aperto le porte della stazione. L’intuizione era stata di Silvio, padre di Davide e anima storica – nonché presidente – di Legambiente Franciacorta. In una terra bravissima a vendere il proprio paesaggio, avevano deciso di aprire un posto dove preoccuparsi anche di salvarlo.

Qui si preparavano battaglie contro discariche, consumo di suolo e progetti ingombranti, come quella per la bonifica della discarica Vallosa di Passirano. E pazienza se qualcuno si irritava. «Non abbiamo mai avuto la smania di piacere a tutti» hanno scritto Matteo e Davide. Sarebbe triste, in effetti, se anche la difesa dell’ambiente dovesse obbedire alle regole delle pubbliche relazioni.

La stazione aveva già attraversato un secolo di vite. Nata nel 1911 sulla ferrovia Iseo-Rovato, aveva visto partire operai e pendolari. Fausto Cominardi, ultimo casellante, ha lavorato proprio lì dal 1955 al 1990: «All’epoca – ha raccontato – ci chiamavano assuntori». Si alzava alle 4 del mattino «per abbassare le sbarre e fare partire gli operai che andavano a costruire Milano» e, dopo il matrimonio, quella era stata la sua prima sistemazione con la moglie Palmira. Nel 2023 era tornato, novantenne, a ricevere un riconoscimento: il suo cappello era ancora lì, esibito all’ingresso.

La festa per Fausto Cominardi, 90 anni, che per una vita ha lavorato alla stazione -  © www.giornaledibrescia.it
La festa per Fausto Cominardi, 90 anni, che per una vita ha lavorato alla stazione - © www.giornaledibrescia.it

Nelle stanze dove due giovani sposi avevano cominciato una vita insieme, altri avevano imparato a costruire qualcosa insieme. Fra un esposto e un aperitivo, naturalmente. Con le mostre gratuite, gli incontri, le cassette di verdura dei piccoli produttori, i ragazzi e le ragazze dietro il bancone.

Il Viandante non era una vetrina della Franciacorta, era il posto dove la Franciacorta poteva discutere di sé, con franchezza. E non serviva essere ambientalisti per sentirsi a casa. Bastava salire quella scala e incocciare in un sorriso o in una battuta: ecco fatto, ci si convinceva in un batter d’occhio a restare ancora un po’. Del resto, forse è proprio così che nascono le comunità: senza che nessuno le abbia progettate.

Occhi sul territorio

Ora Silvio e gli altri stanno svuotando il locale, un pezzo alla volta. C’è ancora qualche turista, qualche affezionato che entra e chiede un pirlo: «Purtroppo non possiamo più servire, non abbiamo più nulla», confessa Silvio. L’11 novembre consegneranno le chiavi a Ferrovie. Poi, forse, il nuovo anno porterà un nuovo bando per capire se c’è la possibilità di affidare la gestione dello spazio a qualcun altro. Legambiente si traferirà al parco del Frantoio di Rodengo Saiano, dove proseguirà a riunirsi di tanto in tanto.

Tantissimi i messaggi recapitati al locale - © www.giornaledibrescia.it
Tantissimi i messaggi recapitati al locale - © www.giornaledibrescia.it

Parzanini spera di ripartire «con altri attori, ma con il nostro spirito». L’auspicio di Matteo e Davide è invece che la stazione non diventi «l’ennesimo bar fashion-gourmet fotocopia». Perché riempire un locale di tavoli è relativamente facile. Riempirlo di persone che abbiano voglia di fare qualcosa insieme è tutt’altra faccenda. I treni continueranno a fermarsi a Provaglio. E forse, per qualche tempo, chi passerà davanti alla stazione continuerà ad alzare gli occhi verso quella terrazza. Per abitudine, prima ancora che per nostalgia. Come si fa quando si cerca qualcuno nel posto in cui lo si è sempre trovato, dimenticando per un istante che non c’è più.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

News in 5 minuti

Cosa è successo oggi? A metà pomeriggio facciamo il punto, tra cronaca e novità del giorno.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
SponsorizzatoMedical Udito, da trent’anni un punto di riferimento per BresciaMedical Udito, da trent’anni un punto di riferimento per Brescia

Dal 1996 al 2026 sono cambiate tecnologie, apparecchi e servizi. Un percorso fatto di ascolto, assistenza e soluzioni personalizzate

Una data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdBUna data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdB

Dall’archivio storico, disponibile dal 27 aprile 1945 a oggi

SCOPRI DI PIÙ