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Brescia e Hinterland

L'INIZIATIVA

Uomini in bici per dire basta alla violenza sulle donne


Brescia e Hinterland
27 nov 2021, 17:22
PEDALATA CONTRO LA VIOLENZA

Due percorsi che sono divenuti tre. Tanto era vasto il tragitto necessario a coprire solo una parte dei luoghi teatro di femminicidi nella nostra provincia nell'arco dell'ultimo decennio, ben 26 in totale. E tanto basterebbe di per sé a imporre una riflessione sulla frequenza e la gravità di un fenomeno al quale gli uomini per primi con la loro coscienza devono dire basta.

Il messaggio veicolato sulle due ruote a trazione umana questa mattina dal centinaio di partecipanti alla pedalata «Attraverso le proprio vite» era in sostanza proprio questo. Per Fiab-Paciclica e Acli-Percorri la pace l'obiettivo era simbolicamente raggiungere il cuore dei comuni segnati dalla brutalità vile nei confronti di una delle troppe vittime e ricordare chi non c'è più con una rosa e una riflessione.

«Pedalando insieme - ha spiegato Ettore Brunelli di Paciclica, tra i promotori - ci siamo accorti che questo era uno dei temi fondamentali della nostra democrazia. Nell'apprendere proprio durante un'uscita dell'ennesimo episodio di femminicidio, quello di Elena Casanova a Castegnato, abbiamo deciso di dar vita a questa iniziativa per ribadire a modo nostro che l'uomo che uccide la donna in quanto tale oggi come oggi è inaccettabile».

Un gesto di impegno sociale che a quello del pedalare si è abbinato alla perfezione. Alle 9 la partenza, non a caso da quella via San Faustino in cui ha sede Casa delle Donne, una delle realtà storiche del territorio bresciano nell'assistenza e nell'accoglienza delle vittime della violenza di genere. Anche il meteo ci ha messo del suo, accantonando nuvole e pioggia quanto bastava a rendere la pedalata più agevole e lasciare che i laccetti rossi legati a caschi, manubri, borse e sellini potessero essere meglio scorti dai tanti passanti.

Molti quelli che a più riprese hanno assistito alle brevi cerimonie che hanno scandito il procedere dei tre gruppi di pedalatori, diretti rispettivamente verso la Bassa (una cinquantina di chilometri tra Azzano a Castenedolo), verso la zona compresa fra hinterland e Garda (oltre 40 km, con tappa a Bedizzole) e da ultimo verso la Franciacorta (circa 60 km fra Castegnato e Cazzago). Circa una quindicina le panchine rosse, i parchi, i municipi raggiunti per ricordare chi ha perso la vita per mano di un ex compagno, di un marito, di un fidanzato, di un amico. In molti casi le amministrazioni locali hanno voluto accogliere i pedalatori con un segno di riconoscenza per l'iniziativa, e la presenza concreta di sindaci e assessori ai brevi momenti commemorativi. 

Castenedolo, il biglietto che ricorda Anna Mura, assassinata nel 2015 - © www.giornaledibrescia.it

In ogni luogo toccato, una rosa e un bigliettino sono stati deposti dai partecipanti, uomini per la stragrande maggioranza, anche se non sono mancate le cicliste. Aspiranti corridori e cicloturisti, pedalatori in ebike e biker con la fedele due ruote di ogni giorno, tutti uniti nel condividere la lettura del nome che su ogni biglietto era riportato. Ciascuno ne aveva impresso uno tra i tanti, troppi, che la cronaca ha rimbalzato per settimane: Anna, Mara, Elena, Francesca, Marinella, Shegushe, Sorina, Marilena, Suad, e avanti così, in una triste litania.

La pedalata si è snodata anche tra i campi della Bassa - © www.giornaledibrescia.it

Per tutte loro il triplice serpentone colorato dei ciclisti ha solcato vie trafficate e strade secondarie, sterrati immersi fra vigne e campi e ciclabili che si snodano lungo rogge e distese di terra addormentata.

Bagnolo Mella, sosta al passaggio a livello durante la pedalata - © www.giornaledibrescia.it

Fino a raggiungere luoghi simbolo in cui alla forza della parola - e della pedalata - si assomma quella delle immagini e degli oggetti. Come la sala civica di via Raffaello, a San Polo, a pochi passi dal luogo della strage che costò la vita a Francesca Alleruzzo, alla figlia Chiara e al fidanzatino di quest'ultima Domenico Tortorici, dove una mostra visitabile anche domenica mattina, ribadisce il no alla violenza di genere.

Omaggio al Muro delle Bambole al termine della pedalata - © www.giornaledibrescia.it

Allo stesso modo, è stato raggiunto da ultimo il nuovo Muro delle bambole voluto da Pinky, la giovane indiana scampata alla furia omicida dell'ex marito, che tentò di bruciarla viva, che proprio nelle ore della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne è stato riallestito in piazzale Garibaldi, punto di approdo finale dell'evento. In attesa che il numero delle vittime divenga pari a zero. E che le ruote delle bici possano essere impiegate per portare attraverso le vie del mondo altri messaggi di pace.

 

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