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Brescia e Hinterland

L'INIZIATIVA

«Per... corri la pace», in bici per 500 km di impegno


Brescia e Hinterland
14 set 2021, 16:36

Cinquecento chilometri a piedi o in bici attraversando 114 Comuni del Piemonte. Soprattutto, un percorso fatto di incontri, riflessioni, e l’impegno nella costruzione di un mondo un po’ più giusto, più equo, più fraterno, più verde. Questo il bilancio dell’edizione 2021 di «Per... corri la pace», organizzata dalle Acli bresciane e da Us Acli Brescia e conclusasi domenica con il rientro in città dei cento partecipanti.

Il viaggio era partito simbolicamente da Bose, la comunità di monaci e monache fondata negli anni ’60 da Enzo Bianchi che vive nella comunione fraterna e nell’obbedienza al Vangelo. Il gruppo ha poi fatto tappa a Torino, visitando tre importanti realtà che in anni diverse sono nate dimostrando grande attenzione agli ultimi e ai più emarginati del territorio: la Piccola Casa della Divina Provvidenza (Cottolengo), il Gruppo Abele, il Sermig-Arsenale della pace. La giornata si è conclusa a Tivoli, ospiti dell’oratorio guidato dal bresciano don Giovanni Isonni, per ricordare la collaborazione tra la diocesi di Brescia e Torino.

Venerdì è stata la volta dell’impegnativa salita al Colle delle Finestre, in Val di Susa, un territorio che chiama in causa il rapporto tra l’ambiente e la modernità con le sue infrastrutture. Significativo l’incontro a Torre Pellice con il naturalista e guardiaparco Luca Giunti che ha condiviso una riflessione sul corretto approccio alla natura. L’attenzione si è spostata anche sul tema della Tav e delle motivazioni che da anni hanno portato le comunità locali a opporsi al progetto.

La giornata di sabato è iniziata con un confronto con il pastore locale della comunità Valdese che ha ospitato i bresciani nel suo centro di accoglienza. I ciclisti sono poi partiti alla volta della sorgente del Po, al pian della Re sul Monviso. L’ultima giornata è stata caratterizzata dalla bellezza delle colline delle Langhe, attraversate con una tappa a Pollenzo, dove era in programma una visita alla sede di Slow Food e dell’Università di Scienze Gastronomiche. Molto interessante l’incontro con il vicepresidente dell’Università (e tra i fondatori di Slow Food) Silvio Barbero, che ha ricordato come non si possa parlare di gastronomia prescindendo dall’ambiente, dalla sostenibilità, dalla salute e dalla giustizia sociale.

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