Alessandro Lucà guarda gli interlocutori schiettamente negli occhi e lo dichiara subito, senza arzigogolarci attorno: «Ci contrapponiamo in modo netto a entrambi gli schieramenti di centrodestra e di centrosinistra per dare ai cittadini l’opportunità di scegliere tra un sistema unico e un’alternativa vera». Il sistema unico è quello delle coalizioni tradizionali che stanno ai due poli, composte «da esponenti politici che da quindici o vent’anni sono presenti a Brescia e che, proprio per questo, hanno avuto la responsabilità della città in tutto e per tutto».
I temi-guida
Per nome non li cita mai, ma il sottotesto, già cristallino, lo esplicita a scanso di equivoci il portavoce del M5s Ferdinando Alberti: la terza coalizione in corsa per le elezioni del 14 e 15 maggio - quella che vede appunto come frontman l’indipendente Lucà, supportato dalle tre liste vergate M5s, Up e Pci - lancia una sfida diretta alle due grandi corazzate avversarie sui programmi. A partire dai tre temi che compongono l’architettura portante dell’idea di città di Lucà: ambiente, sociale e legalità.




