Sebino e Franciacorta

Moregola: «Il più grande errore è dire che la mafia non esiste più»

La sostituto procuratore ad Adro per parlare di criminalità organizzata con gli studenti dell'istituto Madonna della Neve
Antonio Borrelli

Antonio Borrelli

Giornalista

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MAFIA, BRESCIA A RISCHIO

Parla di «colonizzazione» Claudia Moregola, sostituto procuratore del Tribunale di Brescia, quando si riferisce al fenomeno di infiltrazione mafiosa nel nord Italia. E lo fa davanti alla folta platea di studenti dell'istituto Madonna della Neve di Adro in occasione di una voluta e sentita occasione di sensibilizzazione alla lotta alla criminalità organizzata.

«Il territorio bresciano è ricco e particolarmente attrattivo per ogni mafia - precisa Moregola - e questo lo fotografiamo nelle indagini e nelle intercettazioni». Collegato da Palermo anche il procuratore generale del capoluogo siciliano Lia Sava.

Il tavolo dei relatori - © www.giornaledibrescia.it
Il tavolo dei relatori - © www.giornaledibrescia.it

E la sua analisi rivolta ai ragazzi ha riecheggiato nell'aula magna dell'Istituto: «La mafia esiste ancora ed è più forte di prima. Ma non ha più bisogno di uccidere perché la strategia della sovversione è più conveniente. Al nord il radicamento è pesante, perché negli anni i mafiosi sono stati confinati in quelle zone e lì hanno radicato le strutture».

Infine l'appello per guardare al futuro: «Il più grande errore è quello di dire che la mafia non esiste più, dobbiamo anzi cercare di creare un movimento culturale, anche attraverso nuove forme di comunicazione per i quali possono aiutarci i giovani».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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