Prosegue il processo a carico di Carlo Mosca, l’ex primario del pronto soccorso di Montichiari finito a processo davanti alla Corte d’assise con l’accusa di aver ucciso volontariamente due pazienti Covid, somministrando loro dosi di farmaci letali.
In aula due infermieri e un medico al lavoro con Mosca il 19 e il 22 marzo del 2020, i giorni finiti al centro dell’inchiesta dei Nas e della procura per la morte dei due pazienti addebitata al primario.
Pronta a difendere Mosca a spada tratta è l’infermiera Silvia Fenocchio, da anni in servizio all’ospedale di Montichiari. «Il dottor Mosca non mi ha mai chiesto di somministrare Succinilcolina ai pazienti» ha spiegato Fenocchio, che sul punto è stata comunque incalzata. A chi le fa notare che il collega Bonettini - l'infermiere che avviò un’indagine interna, ma che non sottoscrisse l’esposto a carico di Mosca - riferì il contrario, lei risponde: «Gli ho detto che non avevo sentito e visto nulla - ha risposto Fenocchio -. Lui semmai mi disse invece che aveva visto qualcosa. Ma non è possibile, dato che quella sera (il riferimento è al 19 marzo, quando in pronto soccorso vi era il paziente Angelo Paletti, ndr) non era nemmeno al lavoro».
L’iniziativa del collega Bonettini di avviare un’indagine interna non piacque a Silvia Fenocchio. «Mi ha deluso, lo conoscevo da anni ed eravamo in buoni rapporti - ha risposto l’infermiera -: non avrebbe dovuto coinvolgermi e farlo utilizzando informazioni false».




