È stata indiscutibilmente la settimana dei centristi. Da un lato lo strappo di Carlo Calenda con il Pd e la conseguente alleanza riluttante con Matteo Renzi, dall’altro le ben quattro formazioni di ispirazione centrista che albergano nella coalizione di centrodestra e che anch’esse hanno deciso di mettersi insieme sotto un unico simbolo. Nome del nuovo soggetto politico? Un non troppo eccitante «Noi moderati», d’altra parte se lo fosse sarebbe in aperta contraddizione con lo spirito del moderatismo, che mira a raffreddare gli animi in un’arena politica sempre più polarizzata, dove i due partiti accreditati dei maggiori consensi, Pd e Fdi, hanno ufficialmente avviato la campagna elettorale iniziando ad attaccarsi frontalmente.
Elezioni politiche: un immaginario centro di gravità permanente
Da Calenda-Renzi alla galassia moderata di centrodestra, in molti rivendicano l’identità centrista

Caporedattore

Torre di Babele al centro di un labirinto
Ma torniamo ai centristi, all’intesa Azione-Italia Viva. Partiamo dall’ambiguità di fondo nell’autorappresentazione che i contraenti dell’accordo danno di loro stessi: si sono ribattezzati «Terzo polo», forse perché definirsi di centro pareva un po’ démodé e troppo utilizzato. Ad onor del vero tra centrosinistra (Pd ed alleati) e centrodestra (Fdi, Lega, Forza Italia e Noi moderati), vi sarebbe il Movimento 5 Stelle che dal 2013 si dichiara né di destra né di sinistra, quindi già in un ruolo di terzietà.
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