Tutti lo inseguivano, ma sembrava che nessuno riuscisse veramente a conquistarlo: in questa «campagna balneare» lampo, il centro unito è sembrato a lungo un po’ «l’isola che non c’è». Ma ora eccola: la stretta di mano c’è stata ed è veramente troppo tardi per mettere in scena un altro divorzio breve come quello che ha portato allo strappo tra Azione e il centrosinistra a guida Pd.
I due leader, Matteo Renzi per Italia Viva e Carlo Calenda, ci hanno pensato bene: hanno fatto passare tre giorni e tre notti prima dell’annuncio ufficiale, il tempo necessario per capire se davvero, a conti fatti e con programmi alla mano, l’intersezione fosse davvero possibile. E a mente fredda, adesso, stanno scandagliando la lista che non imbarazza nessuno: non Italia Viva, che non ha alcun problema a vedere in corsa gli ex forzisti come Mariastella Gelmini, anzi. Non Azione, che non deve scendere a patti o congelare temi sui quali ha un verdetto netto, come il Termoutilizzatore di Roma o il rigassificatore.




