In sostanza, tirata la riga, per Brescia potrebbe rappresentare quella «manna dal cielo» di cui si parla praticamente da diciassette anni, l’opportunità per dare davvero attuazione all’altro lato della medaglia del «bubbone Sin Caffaro»: le aree rimaste (letteralmente) tagliate fuori da ogni mappale e, soprattutto, da ogni bonifica e risarcimento.
L’antefatto, ovvero la novità che potrebbe fare ingranare la marcia anche a quest’operazione - oltre a quella in corso per risanare la ex cittadella industriale -: il Ministero della transizione ecologica si dà, nero su bianco, un anno di tempo per revisionare i perimetri dei 41 Siti di interesse nazionale (Sin), partendo da una sorta di censimento sullo stato di fatto, vale a dire sul rinnovato quadro ambientale. Perché quel condizionale allora: bene, no? Dipende.



