(Brutta) sorpresa: i Pcb non restano semplicemente immobili, appiccicandosi a tutto ciò che trovano e avvelenandolo. O, almeno, non per sempre. Col trascorrere del tempo si deteriorano e, soprattutto, «mutano».
Cosa significa? Che queste nuove molecole, essendo solubili, vengono metabolizzate, viaggiano, si diffondono e «sono in grado di contaminare le acque potabili e di falda». Il loro grado di tossicità, però, ancora non si conosce. La certezza, ad oggi, è che i terreni agricoli sdraiati all’interno del Sito di interesse nazionale Brescia-Caffaro (Sin), e il cui destino è da vent’anni lasciato in stand-by, ne sono totalmente impregnati. E adesso la bonifica rischia di raggiungere il livello di urgenza massima, al punto che la Loggia ha annunciato un tavolo tecnico che, oltre al Ministero con Istituto superiore di sanità e Ispra, chiama in causa l’Arpa e l’Ats.




