Ambiente

Consumo di suolo, l’Ance: «Si rigenerino aree dimesse, ma con norme chiare»

Il presidente dell’Associazione nazionale costruttori edili di Brescia Massimo Deldossi: «Occorre utilizzare il patrimonio immobiliare esistente: gli interventi devono però essere possibili in tempi certi e brevi, per non far aumentare i costi»
Marco Papetti

Marco Papetti

Giornalista

Un cantiere dall'alto
Un cantiere dall'alto

«Rigeneriamo dove è possibile, ma facciamo in modo che la rigenerazione sia possibile». Ovvero, con norma chiare e procedimenti veloci. Di fronte al fenomeno del consumo di suolo, per l’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) di Brescia la strada è la riqualificazione dell’esistente, ma anche lo snellimento delle procedure burocratiche per metterla in atto. I dati del rapporto Ispra del 2025 dicono che la provincia di Brescia tra il 2006 e il 2024 rientra tra le prime tre province italiane per consumo di suolo. Anno, quest’ultimo, in cui la quota media percentuale di suolo consumato nel Bresciano è stata del 10,53%, un valore più alto di quello nazionale (7,17%) ma inferiore a quello lombardo (12,22%). «Ma bisogna anche comprendere l’ecosistema in cui si inseriscono gli interventi», aggiunge il presidente di Ance Brescia Massimo Deldossi

«Rigenerare le aree dismesse»

Il punto, a suo parere, è la rigenerazione di ciò che già esiste. «Il corretto utilizzo del suolo è un tema che come costruttori da anni stiamo cavalcando. Tutta l’attività che anche Ance Brescia sta facendo per spingere sulla rigenerazione di fatto va in quella direzione».

Per rigenerazione si intende ristrutturazioni, ma anche «interventi più profondi»: «Dobbiamo riutilizzare il patrimonio immobiliare esistente: il vulnus più profondo è dove ci sono immobili e aree industriali dismesse, dove l’intervento riguarda appunto un’intera zona, tendenzialmente con costi più elevati e iter amministrativi più pesanti, comprensibilmente e doverosamente». Sono questi interventi, sostiene il presidente di Ance Brescia, «che permettono di salire nelle classifiche, poiché incidono nelle misurazioni che Ispra fa del consumo di suolo». 

«Normative più chiare e veloci»

La rigenerazione deve essere però possibile. «Questo significa almeno due cose – dice Deldossi –. Intanto che ci sia un quadro normativo chiaro a livello nazionale, cosa che dipende anche dalla legislazione nazionale: ricordo che siamo arrivati a circa 40 tentativi di riscrittura della legge urbanistica che norma l’attività di costruzione, quella attuale ha la sua radice storica nel 1942».

Inoltre, occorre secondo Deldossi «che anche le amministrazioni locali, nel dare applicazione alle norme, tengano conto delle esigenze di celerità degli iter autorizzativi, che vanno insieme a quelle di legalità. Se un procedimento si arena, viene rinviato o continua a subire sospensioni per richieste di integrazioni documentali, dopo un po’ passa la voglia di fare rigenerazione: perché i costi del tempo che si perde sono insostenibili. Il punto quindi è: incentiviamo la rigenerazione, ma per farlo c’è bisogno di interventi normativi e di amministrazioni in grado di rispondere alle esigenze e alle richieste in tempi certi e possibilmente brevi, senza che questo significhi abbassare la guardia».

I dati dell’Ispra

E sui dati dell’Ispra: «Come tutte le medie anche queste vanno lette con attenzione: l’Italia è lunga e stretta, ci sono territori in cui l’inurbazione, la presenza dell’industria e quella dei servizi è decisamente meno significativa di quanto non avvenga in Lombardia. Il fatto che Brescia si collochi sotto la media lombarda sta a significare un’attenzione del Bresciano rispetto al tema del corretto utilizzo di una risorsa scarsa come il suolo. Su un territorio omogeneo come quello lombardo infatti ci poniamo al di sopra della media: un dato che mi sembra più interessante e più indicativo della media nazionale, che confronta ambiti che sono diversi. In Lombardia l’intensificazione delle richieste di ecosistemi a servizio della comunità sono più alte che non in altre parti d’Italia»

I criteri dei monitoraggi

Secondo Deldossi esiste anche una questione che riguarda i criteri utilizzati per monitorare il consumo di suolo: «La sensibilità su questo tema è andata crescendo nel nostro territorio in questi anni. Tenendo presente poi che i criteri di misurazione dell’Ispra del consumo generano qualche perplessità in alcuni casi: ci sono alcuni criteri che lasciano un po’ a desiderare: se creo delle piste ciclabili all’interno di un parco anche questo è consumo di suolo. Il numero puro senza la contestualizzazione è un tema, che se non viene affrontato non tiene conto dell’ecosistema in cui l’attività edile o di costruzione viene inserita. Prendere solo la costruzione semplice semplifica ma non aiuta a comprendere fino in fondo il fenomeno».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

News in 5 minuti

Cosa è successo oggi? A metà pomeriggio facciamo il punto, tra cronaca e novità del giorno.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
Summer GardaSummer Garda

L'inserto in omaggio col GdB in edicola il 6 settembre

SCOPRI DI PIÙ
Una data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdBUna data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdB

Dall’archivio storico, disponibile dal 27 aprile 1945 a oggi

SCOPRI DI PIÙ