Codice edilizia, Deldossi: «Segnale che aspettavamo da tempo»
«Un segnale che il nostro settore attendeva da tempo». Così Massimo Angelo Deldossi, presidente di Ance Brescia e vicepresidente nazionale dall’associazione dei costruttori edili, commenta il via libera del Consiglio dei Ministri alla legge delega al Governo per l’adozione del Codice dell’edilizia e delle costruzioni. L’obiettivo primario è semplificare, riordinare e razionalizzare i procedimenti amministrativi oggi disciplinati dal Testo unico dell’edilizia, porre chiarezza sulla ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni e riordinare i titoli edilizi.
«Per anni abbiamo denunciato la crescente frammentazione normativa e l’impossibilità, per le imprese, di operare con la necessaria certezza delle regole – prosegue Deldossi –. Oggi finalmente si apre una stagione che può ridare a città e territori la possibilità di programmare interventi di qualità, superando l’immobilismo che ha bloccato molti processi di rigenerazione».
Gli abusi storici
Uno dei capitoli più attesi della legge delega riguarda gli abusi edilizi storici, realizzati prima dell’entrata in vigore della cosiddetta Legge Ponte del 1967 che ha introdotto l’obbligo di licenza edilizia per qualsiasi edificio ubicato nel territorio nazionale, mentre in precedenza bisognava chiederla solo nei Comuni che si erano già dotati di un piano regolatore. La delega introduce una linea più flessibile: la regolarizzazione non sarà più quasi impossibile, pur restando ferme sicurezza e agibilità. Il Mit ha però precisato «che non si interviene in alcun modo sugli abusi del passato».

I titoli edilizi
Un altro punto chiave è la riduzione dei tempi necessari per il rilascio dei titoli edilizi. «Per le imprese bresciane – sottolinea Deldossi – questa riforma non è un atto astratto: significa poter contare su un quadro più chiaro, più prevedibile e soprattutto più coerente con le esigenze reali del mercato. Brescia vive una fase delicata, in cui la manutenzione del patrimonio esistente, il recupero degli edifici e la riqualificazione delle periferie sono priorità ineludibili. Semplificare le procedure e definire con precisione i ruoli di Stato e Regioni può accelerare progetti che oggi restano intrappolati tra vincoli, sovrapposizioni e interpretazioni discordanti».
Deldossi conclude: «Accogliamo quindi con favore l’iniziativa del Governo, pur restando in attesa di conoscere il contenuto tecnico della delega. Solo analizzando i dettagli potremo capire se le misure annunciate saranno realmente operative e capaci di incidere sulla competitività delle imprese. Chiediamo norme costruite con buon senso, che permettano di lavorare, innovare e investire senza ostacoli burocratici. Le imprese bresciane sono pronte a fare la loro parte, come hanno sempre fatto, ma hanno bisogno di regole stabili, chiare e trasparenti. Speriamo che questa legge delega sia l’occasione per riportare il settore edilizio al centro delle politiche di sviluppo del Paese – chiude –. È un passaggio cruciale, e Brescia, con il suo tessuto produttivo solido e competente, può diventare un laboratorio avanzato di rigenerazione urbana e innovazione edilizia».
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