Cronaca

Provincia, tutela del territorio: «Entro un anno la variante al Ptcp»

La consigliera Lovo Gagliardi: «L’obiettivo al 2030 è una riduzione del consumo di suolo del 45%»
Palazzo Broletto, sede della Provincia di Brescia - Foto © www.giornaledibrescia.it
Palazzo Broletto, sede della Provincia di Brescia - Foto © www.giornaledibrescia.it
AA

L’obiettivo è stato deciso. «Entro la fine del mandato arriverà la variante generale al Ptcp». A parlare è Caterina Lovo Gagliardi, consigliera provinciale con delega alla Pianificazione urbanistica e territoriale. La scadenza è fissata dunque per gennaio 2027 (il mandato dei consiglieri scade a ottobre 2026, ma presumibilmente verrà prolungato fino all’elezione del presidente della Provincia). Insomma, 12 mesi per raggiungere un traguardo importante e atteso da anni.

Ma facciamo un passo indietro. Il Ptcp è il Piano territoriale di coordinamento provinciale, lo strumento di governo del territorio della Provincia che è stato approvato nel 2014. Il Ptcp dev’essere però adeguato alla legge regionale 31/14 che ha introdotto due principali nuove disposizioni per le Province: ridurre le previsioni esistenti e minimizzare il consumo di suolo, e favorire la rigenerazione urbana. «Due questioni che sono strettamente legate tra loro», precisa Lovo Gagliardi.

Al lavoro

Il Piano territoriale regionale chiede per la provincia diBrescia una riduzione del consumo di suolo per gli spazi abitativi del 45% al 2030, se invece pariamo delle funzioni urbane e produttive la riduzione dev’essere del 20%. «È importante chiarire una cosa – spiega la consigliera provinciale –. Quando parliamo di consumo di suolo non dobbiamo tenere in considerazione la definizione Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ndr): le costruzioni agricole, ad esempio, sul bilancio provinciale risultano come impermeabilizzazioni e non come consumo di suolo».

La consigliera provinciale Caterina Lovo Gagliardi - © www.giornaledibrescia.it
La consigliera provinciale Caterina Lovo Gagliardi - © www.giornaledibrescia.it

Per raggiungere l’obiettivo, il Broletto ha cercato di omogeneizzare i dati di tutti i Pgt (Piano di governo del territorio) dei Comuni bresciani. «Dobbiamo tenere in considerazione il dato complessivo al 2030 – sottolinea Lovo Gagliardi –. Ogni Comune ha una carta di consumo di suolo specifica, ma noi dobbiamo guardare al 45% di riduzione su tutto il territorio provinciale: ogni Amministrazione deve avere una soglia che garantisca di raggiungere lo scopo. Ovviamente poi si devono tenere in considerazione le differenze tra i vari paesi del nostro territorio: un Comune montano ha peculiarità diverse rispetto a quelli che stanno in pianura».

Il Broletto ha così deciso di produrre una nuova Carta del consumo di suolo che presto verrà distribuita a tutti i Comuni. Inoltre sta migliorando il proprio geoportale: si sta creando un database con le tavole grafiche di tutto il territorio provinciale, che prevede anche una legenda unificata. Per fare questo le Amministrazioni dovranno fornire alla Provincia le tavole già in formato digitale. «Così riusciremo ad avere un monitoraggio costante che ci permetterà di essere più puntuali e precisi anche nei confronti di Regione», evidenzia ancora Lovo Gagliardi.

Rigenerazione

Come detto il tema del consumo di suolo è legato a quello della rigenerazione urbana e territoriale. Il Broletto sta verificando quali sono gli ambiti che hanno una valenza sovracomunale, perché – spiega la consigliera provinciale – «il tema è complesso e di recente introduzione nel quadro normativo regionale».

Anche in questo caso verrà in aiuto il geoportale della Provincia. Interrogandolo si potrà scaricare la scheda sintetica di un ambito con la descrizione di tutto quello che c’è al suo interno: se ci sono strade di valenza provinciale, se esistono servizi specifici, se ci sono dei vincoli paesistici o a livello idrogeologico. Tutte quelle informazioni che permettono di capire come si può agire in una determinata area.

È però fondamentale andare a individuare le aree dismesse e degradate sulle quali intervenire. Proprio la legge regionale 31/14 chiede di intervenire in queste zone attraverso la realizzazione di attrezzature, infrastrutture, spazi verdi e servizi in «un’ottica di sostenibilità ambientale e sociale, di innovazione tecnologica e di incremento della biodiversità dell’ambiente urbano». Tutto questo, logicamente, non riguarda solo la qualità paesaggistica ed ecologica del territorio e la salvaguardia degli ecosistemi, ma si intreccia anche con la tutela della salute dei cittadini.

Negli anni

«Per la variante al Pctp ho chiesto agli uffici di tenere conto che il Piano durerà tanti anni – aggiunge Lovo Gagliardi –. Dobbiamo essere per forza lungimiranti». Questo significa tenere in considerazione la collaborazione con Fondazione campus edilizia e dunque con gli Ordini professionali e con le università di Brescia.

«Abbiamo pensato a orizzonti futuri, a situazioni che adesso non necessitano di una normativa, ma che presto potrebbero essere soggette a regole – spiega la consigliera –. Ad esempio avremo bisogno di data center e di vertiporti per i droni. Allo stesso modo possiamo ipotizzare che ci saranno più macchine elettriche e quindi serviranno più colonnine di ricarica».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@News in 5 minuti

A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.