Enrica apparteneva a quella categoria di madri che lavora, fa da tassista ai figli che si devono spostare per sport, amicizie e studio, fa la spesa nel tempo esatto che impiega la lavatrice per il bucato dei colorati e stende mentre si scongela il sugo che ha porzionato in freezer la settimana prima. Se state pensando che Enrica abbia dato un padre sbagliato ai propri figli avete il dubbio giusto, ma la risposta farà rientrare la domanda.
Enrica è vedova e ha avuto la sorte non rara tra chi si trova in difficoltà: è stata lasciata da sola. Tanto se la cava, no? Quante persone conoscete che si spremono fino al midollo perché sanno resistere e quindi non vengono percepite come bisognose di aiuto? E quante persone, pur evidentemente sopraffatte, non vengono aiutate nemmeno se lo chiedono?
Enrica di figli ne ha tre e, un giorno, sente di aver esaurito le energie. Una mattina esce e dà ascolto alla voce nella testa che le dice di scappare. Non va a lavorare, non fa niente di quello che era previsto. Si limita a mandare tre messaggi: al lavoro per dire che ha bisogno di una giornata, ai figli per dire che sul lavoro ha avuto un contrattempo.
Se ne sta in auto da sola, nel parcheggio di un supermercato. Prima piange, poi mangia da sola un trancio di pizza e poi cammina per il centro di un comune che non conosce. Quando si avvicina l’ora di cena, è combattuta: che fare? Prevale, a fatica, la scelta di rientrare a casa. Teme di trovare il disastro di una giornata di abbandono e ha anche una certa paura delle domande che i due ragazzi e la ragazza le potrebbero fare.
Apre la porta e li trova a tavola, con la pasta in bianco nel piatto e un toast pronto da scaldare per lei. Mangia il toast davanti alla tv, mentre i ragazzi sono in camera e le loro voci sono in sottofondo, tranquille, con qualche risata. Se la sono cavata da soli. Ed è mentre appoggia la testa al letto che ripensa alla propria esitazione nel tornare a casa: aveva avuto paura di avere fallito.
Se avesse trovato la casa a soqquadro e tre giovani perduti allora si sarebbe trovata davanti al proprio fallimento. Averli cresciuti autonomi, organizzati e sostanzialmente sereni per come lo si può essere di questi tempi, significa che ha fatto un buon lavoro e può rallentare. E che ha bisogno di una vacanza. E se qualcosa ancora deve fare, è fare ciò che può per mettere il mondo in condizioni di restare un posto abitabile ancora almeno per qualche generazione. Almeno in questo, non dovremmo lasciarla sola.



