Omicidio Bozzoli, Maggi non risponde alle domande del pm
È stato un interrogatorio flash. Giusto il tempo di far mettere a verbale la volontà di avvalersi della facoltà di non rispondere. Oscar Maggi è rimasto in silenzio davanti al procuratore aggiunto Silvio Bonfigli, titolare dell’inchiesta bis sull’omicidio di Mario Bozzoli.
L’operaio, che domani compirà 47 anni, è stato convocato in Procura esattamente un mese dopo la conferma in appello della condanna all’ergastolo nei confronti di Giacomo Bozzoli, ritenuto il responsabile dell’omicidio dello zio Mario.
Sull’uccisione dell’imprenditore in Procura è però aperta da quasi un anno un’altra inchiesta con tre indagati: gli operai Oscar Maggi e Akwasi Aboagye e Alex Bozzoli, fratello di Giacomo e nipote del deceduto Mario.
Un fascicolo nato dopo la decisione della Corte d’Assise di Brescia che condannando al fine pena mai Giacomo Bozzoli dispose la trasmissione di copia degli atti al pm «per le valutazioni di competenza con riferimento ai delitti di concorso nei reati di omicidio volontario e distruzione di cadavere relativamente a Maggi Oscar, di favoreggiamento personale relativamente ad Akwasi Aboagye Akwasi, di falsa testimonianza relativamente a Alex Bozzoli». Il procuratore aggiunto Silvio Bonfigli, che ha rappresentato l’accusa nel processo di primo grado, potrebbe a questo punto decidere di chiedere una proroga delle indagini i cui termini scadranno a gennaio. Una scelta dettata principalmente dall’esigenza di valutare le motivazioni della condanna in appello di Giacomo che i giudici depositeranno entro fine febbraio.L’operaio in Procura
«L’omicidio e la distruzione del cadavere di Mario Bozzoli non sarebbero stati possibili - e non poteva essere diversamente - se Maggi non avesse previamente garantito a Giacomo Bozzoli di non ostacolarlo» scrisse in primo grado il presidente della Corte Roberto Spanò.Il nome di Maggi era già finito nel registro degli indagati a dicembre 2015 insieme a quelli di Abu, che oggi vive in Inghilterra, e dei fratelli Giacomo e Alex Bozzoli. «E se Ghirardini fosse in vita sarebbe indagato anche lui» precisarono gli inquirenti otto anni fa. Poi a processo è finito solo il più giovane dei nipoti di Mario Bozzoli, mentre le posizioni degli altri indagati vennero archiviate.
Quando Maggi ha parlato
Nel primo interrogatorio in cui fu sottoposto, all’epoca d indagato, il 22 dicembre 2015 sulla fumata anomala - oggi ritenuto da chi indaga il momento in cui Mario Bozzoli è stato ucciso - Oscar Maggi fece mettere a verbale: «L’odore che ho sentito in quella occasione per me era quello che si sente di solito. Per l’esperienza che ho avuto, anche in occasioni di versamento di materiale diverso dal metallo, non ho mai avvertito differenze negli odori. Non avendo mai avuto comunque esperienze di caduta di carcasse animali nel forno, non posso riferire in merito alle eventuali differenze di odori».
Da testimone, nel processo di primo grado, in merito all’intercettazione ambientale con il collega Abu in cui Maggi disse «Andiamo da Ghirardini. Per forza. Se dice qualcosa di sbagliato, siamo rovinati. Siamo tutti rovinati e ci incolpano a noi», il presidente della Corte Roberto Spanò lo attaccò. «Volevate mettervi d’accordo con Giuseppe Ghirardini per concordare una versione». Maggi replicò: «Volevamo solo andare a vedere dove abitava. Così per vedere come stava». «No - aveva ribattuto Spanò - lei era terrorizzato da quello che avrebbe potuto dire Ghirardini». «Non ero preoccupato - la controrisposta di Maggi -, non avevo problemi perché non ho mai avuto nulla da nascondere. Beppe raccontava però sempre bugie e non volevo che anche in quella occasione dicesse cose diverse dalla verità».
Sulla sera dell’8 ottobre 2015 in un’intervista in esclusiva al Giornale di Brescia il 2 aprile 2016 l’operaio spiegò: «Capisco quello che è successo, ma io ero lì perché stavo lavorando. Solo per quello ero in azienda. Quando mi hanno detto che ero indagato ho pianto come un bambino e non sapevo più cosa dire. Io so di non avere fatto niente e sono in pace con me stesso».
@Buongiorno Brescia
La newsletter del mattino, per iniziare la giornata sapendo che aria tira in città, provincia e non solo.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
