Era da quasi vent’anni che non succedeva. Lumezzane torna a crescere nel 2022, che chiude con 70 cittadini in più. Il primo cittadino Josehf Facchini non nasconde l’emozione nell’annunciare la notizia: «Finalmente, dopo tanto tempo, il nostro saldo demografico è in crescita».
A fine anno gli abitanti erano 21.588, settanta in più rispetto al 2021. Il massimo dagli anni Novanta a oggi era stato toccato nel 2004: 24.244 residenti. Allora i nati furono 267 (139 femmine) mentre nel 2022 i nati sono stati 147, con prevalenza di maschi (82). «Siamo in controtendenza - aggiunge il primo cittadino - non solo rispetto al nostro passato, ma anche rispetto ad altri territori, dove gli abitanti invece restano in calo». Tra nascite e nuovi arrivi, sul territorio di Lumezzane torna quindi finalmente il segno più.
«Era davvero tantissimo tempo che non si registrava un aumento - prosegue Facchini -. Sicuramente hanno inciso le tante iniziative della nostra amministrazione per invertire questo trend negativo. Penso ad esempio al bando prima casa per giovani e coppie, nonché al potenziamento del bonus bebé. Misure importanti in cui abbiamo sempre creduto e che abbiamo portato avanti convintamente. Il nostro lavoro in questa direzione non è mai mancato e fa piacere pensare di aver contribuito, almeno un pochino, a questa svolta demografica per Lumezzane. Io sono un inguaribile ottimista, guardo al futuro con fiducia e lavorerò sempre così».
Tra le altre iniziative ricordiamo quelle relative all’acquisto o alla ristrutturazione della prima casa, gli aiuti per sostenere gli affitti e per pagare le bollette. Anche la scuola è stata interessata da interventi per favorire le famiglie locali: bandi sulle integrazioni della retta dei gruppi estivi, l’adesione agli asilo nido gratuiti. A questo si deve aggiungere la volontà degli imprenditori di rimanere sul territorio o addirittura abbellirlo, con interventi urbanistici che ne cambiano il volto, a cominciare dall’entrata in valle per chi proviene da Sarezzo. Piccole gocce che però possono significare un’inversione di tendenza pluriennale di calo di abitanti.



