Ha rischiato di rimanere in carcere per altri nove anni. Tanti quanti chiesti dal pubblico ministero nei confronti di un 43enne nato in Albania e residente a Vestone che era in cella già da 14 mesi dopo l’arresto del 30 dicembre 2020. L’uomo è invece tornato in libertà nelle scorse ore dopo che il tribunale lo ha assolto con formula piena dalle accuse di maltrattamenti e violenza sessuale sulla moglie, madre dei suoi due figli.
Il processo
Le contestazioni erano gravissime: «Maltrattava la coniuge attraverso un’attività sistematica di prevaricazione nei confronti della moglie, destinataria di percosse, ingiurie e minacce, anche di morte, nonché di frequenti privazioni della libertà sessuale» era stato scritto dalla Procura nel capo di imputazioni in cui venivano contestati anche quattro episodi di violenza sessuale. Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a nove anni, con una ricostruzione contestata dalla difesa rappresentata dagli avvocati Monica Fassera e Cristian Mongodi. Tesi, quella difensiva, accolta dal giudice Roberto Spanò.




