Chi l'ha detto che l'ingegneria è una questione da maschi? O che la matematica sia una strada meno adatta alle ragazze? Gli stereotipi possono condizionare il futuro molto prima che arrivi il momento di scegliere una scuola o una professione. E per abbatterli bisogna cominciare dai banchi, quando curiosità, passioni e aspirazioni stanno ancora prendendo forma. È la sfida raccolta da «Stem in Genere», il progetto dell'Università degli studi di Brescia che porta la cultura scientifica nelle scuole e lavora per superare le disuguaglianze tra uomini e donne. Una sfida che ora ha conquistato un nuovo riconoscimento nazionale: il Premio Impatto 2026, assegnato nella categoria Pubbliche amministrazioni.
A riceverlo idealmente sono anche le migliaia di bambine, bambini e adolescenti che hanno partecipato alle attività del progetto. Ma soprattutto viene premiata un'idea precisa: il talento non ha genere e nessuno dovrebbe rinunciare alle proprie aspirazioni perché considerate poco adatte a una ragazza o a un ragazzo.

«Il Premio Impatto valorizza un impegno collettivo: con Stem in Genere dell'Università degli studi di Brescia lavoriamo perché ragazze e ragazzi possano scegliere il proprio futuro senza sentirsi limitati dagli stereotipi». A sottolinearlo sono le tre docenti responsabili del progetto: Mariasole Bannò, fondatrice e coordinatrice dell'iniziativa, Marika Vezzoli, presidente della commissione Genere dell'ateneo, e Anita Pasotti, direttrice scientifica.
La sfida
Le loro parole restituiscono il significato di un lavoro che non si esaurisce nelle aule universitarie, ma cerca di incidere sulla società e sulle opportunità delle nuove generazioni. «Raccontare il contributo delle donne alla scienza, incontrare le scuole e coinvolgere la cittadinanza significa ampliare gli orizzonti di ciò che ciascuno e ciascuna può immaginare per sé. È questo l'impatto che ci sta più a cuore: contribuire a rendere le opportunità più accessibili e il talento libero di esprimersi».
Il riconoscimento è stato consegnato il 6 ottobre all'Università Bocconi di Milano, durante il Salone della Csr e dell'innovazione sociale. Un risultato tutt'altro che scontato: alla quinta edizione del Premio Impatto erano candidati 107 progetti presentati da imprese, organizzazioni non profit e pubbliche amministrazioni. A distinguere l'iniziativa bresciana non sono state soltanto le attività proposte, ma anche la capacità di valutarne le ricadute concrete.
Il premio, promosso dal gruppo organizzatore del Salone, punta infatti a valorizzare le realtà capaci di misurare il valore economico, sociale e ambientale generato dalle proprie iniziative. La giuria prende in considerazione la metodologia utilizzata, i risultati raggiunti e il coinvolgimento dei diversi soggetti interessati. Per Stem in Genere, dunque, il riconoscimento riguarda anche l'impegno a comprendere e documentare quanto le attività possano contribuire a cambiare atteggiamenti, aspettative e possibilità di scelta.
Numeri
A raccontare la dimensione del progetto sono innanzitutto i numeri. Soltanto nel 2025 sono stati coinvolti 13.351 studenti, 330 insegnanti e 55 scuole distribuite in 42 comuni del territorio bresciano. Oltre 570 le ore di attività educative realizzate. Un impegno capillare, che attraversa le diverse età della formazione, dalla scuola materna fino alle superiori.
L'obiettivo è avvicinare bambine e ragazze alle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche, indicate dall'acronimo inglese Stem, senza escludere i coetanei maschi. Perché contrastare gli stereotipi di genere significa anche aiutare i ragazzi a riconoscerli e superarli. E perché una maggiore libertà nelle scelte di studio e di lavoro rappresenta un'opportunità per tutti.
Per raggiungere questo traguardo, l'Università propone gratuitamente laboratori, incontri e attività interattive. Occasioni per sperimentare, confrontarsi e scoprire le possibilità offerte dalla scienza e dalla tecnologia, ma anche per conoscere il contributo delle donne in ambiti nei quali la presenza femminile è stata spesso poco valorizzata.
Il progetto non si rivolge soltanto agli studenti. Coinvolge anche insegnanti e famiglie, nella consapevolezza che le aspettative sul futuro si costruiscono attraverso messaggi, esempi e modelli che accompagnano la crescita. La scuola può contribuire a modificarli, ma non può farlo da sola. Da qui la scelta di creare una rete tra università, istituti scolastici e territorio, con il sostegno di Comunità Pratica ed Ecom, partner dell'iniziativa.
L’impatto sociale
C'è poi un aspetto che rende particolarmente significativo il premio ottenuto a Milano: la volontà di andare oltre il semplice conteggio dei partecipanti. Quante persone vengono raggiunte da un progetto è un dato importante, ma non basta a stabilire quale cambiamento sia stato prodotto. Per questo Stem in Genere ha affiancato alle attività una valutazione dell'impatto sociale attraverso la metodologia Social Return on Investment (Sroi), condotta da Chiara Leggerini. Uno strumento che consente di analizzare il valore sociale generato dalle iniziative e di documentarne gli effetti, mettendo in relazione risorse impiegate e benefici prodotti.
Il Premio Impatto 2026 arricchisce una bacheca che negli ultimi anni ha già accolto riconoscimenti importanti. Nel 2023 Stem in Genere aveva conquistato il Premio Pa Sostenibile, nella categoria «Parità di genere», nell'ambito di Forum Pa. L'anno successivo era stato inserito tra le buone pratiche di Steamiamoci, iniziativa promossa da Assolombarda per valorizzare la presenza femminile nelle discipline scientifiche e tecnologiche.
Tre riconoscimenti che confermano l'attenzione nazionale per un'esperienza nata a Brescia e cresciuta grazie alla collaborazione tra ateneo, scuole e realtà del territorio. Ma il risultato più importante, come ricordano Bannò, Vezzoli e Pasotti, resta quello che può maturare nelle scelte delle nuove generazioni. Perché il successo di Stem in Genere non si misura soltanto nei premi conquistati o nelle migliaia di studenti coinvolti. Si misura anche nella possibilità che una bambina, davanti a un esperimento scientifico o a un problema di matematica, scopra una passione e si senta libera di coltivarla. Senza che uno stereotipo decida al posto suo.




