Hanno lanciato il loro tocco verso il cielo, proiettandolo simbolicamente verso il futuro. Gli oltre trecento laureati magistrali e a ciclo unico dell’Università Cattolica del Sacro Cuore ieri pomeriggio hanno potuto celebrare la loro festa insieme ai familiari all’interno del Teatro Grande, dopo un corteo - con i presidi delle Facoltà che indossavano il mantello con l’ermellino, nonostante i 38 gradi - dalla sede di via Trieste fino a corso Zanardelli.
I nuovi talenti
Presentati da Maddalena Damini, sul palco sono sfilati uno dopo l’altro per ritirare il diploma e per fare la fotografia di rito, fino al lancio - anche liberatorio - di quel cappellino, stipati sui gradini del Massimo cittadino, consapevoli dell’importanza di quanto ottenuto al termine del loro impegno e delle loro fatiche da studenti e studentesse. Con una forza in più, come ha ricordato don Raffaele Maiolini, che ha portato il saluto del Vescovo: «Voi che uscite da questo ateneo siete chiamati ad abitare il mondo con fraternità e avendo a cuore il Sacro, a custodire la dignità dell’umano».
Del resto, come ha ricordato la prorettrice Anna Maria Fellegara, «voi giovani siete elemento centrale. Per voi, noi docenti cerchiamo il modo migliore per far fiorire i vostri talenti, cercando di far crescere anche persone consapevoli, responsabili, empatiche e gentili». Come sostenuto dal vicesindaco Federico Manzoni quello di ieri è stato un momento di festa anche per la città, «orgogliosa di questa sua vocazione universitaria» e citando Aldo Moro ha concluso affermando che la comunità «ha bisogno sia delle vostre capacità professionali sia soprattutto di quelle umane».
Testimoni
Ecco allora che come testimoni dei valori e del bagaglio culturale che i neodottori e le neodottoresse hanno acquisito, i presidi di facoltà hanno chiamato sul palco un loro rappresentante. Per Lettere e Filosofia il professor Canova ha voluto al suo fianco Emili Ghattas (del Geco). «Questa facoltà ci ha insegnato che la cosa più importante e rivoluzionaria - ha detto quest’ultima - è ascoltare, comprendere e dare valore a ogni parola». Il preside Giannetti di Matematica ha invitato Gabriele Geroldi che ha dichiarato come ciò che ha studiato gli abbia «lasciato la capacità, oltre alle conoscenze, di collaborare con il prossimo».
Il preside Gobber di Scienze linguistiche ha voluto al suo fianco Roberta Faustinoni per spiegare, anche ai familiari che affollavano palchi e gallerie, quanto «le lingue aiutino nella crescita interpersonale». Per Elisabetta Marini, chiamata dal professo Santini per uno dei due indirizzi di Scienze Politiche «la Cattolica è stata fin da subito luogo di condivisione e di relazioni» e ha invitato i colleghi «a essere professionisti in grado di fare la differenza».
Il preside di Psicologia, Antonietti, ha dato la parola a Giulia Coccoli che ha esortato i neodottori «a non perdere la curiosità verso gli altri e a guardare oltre le apparenze». Infine per Scienza della Formazione, con il preside Simeone, è salita la compagine più numerosa che ha preso la voce di Lia Albini che ha ricordato a tutti gli altri come servano «motivazione, cultura e condivisione».



