Dal tramonto all’Albachiara. Sono passati tre anni esatti dal Modena Park, la pietra miliare della storia del rock italiano, quando al cospetto del Vasco nazionale si sono radunate più di 225 mila persone. Una folla a perdita d’occhio di fan di lunga data, neofiti, «né santi né eroi» intragenerazionali: la combriccola del Blasco ha rimepito l’immenso Parco Ferrari con una marea umana, e di umanità, capace di scatenare «La Tempesta perfetta».

«In questo momento sospeso, dopo una tremenda pandemia che ha messo in discussione tutte le nostre certezze, rivivere un evento assoluto come il Modena Park, ci fa sperare che quello che verrà sarà un mondo migliore». Così Giorgio Verdelli introduce la serata mentre Vasco, nell'inedita intervista, confessa: «Doveva andare tutto bene quella sera lì, dovevo anche essere pronto a cantare per oltre 3 ore e mezza. La tempesta perfetta è quando tutti gli elementi si combinano insieme, in modo straordinario, perché sia una cosa irripetibile. La tempesta rock perfetta è stata Modena Park».


