Palazzo Loggia piace sempre di più, turisti anche da Spagna e Germania

La vocazione culturale del cuore amministrativo di Brescia nel 2025 ha attratto oltre duemila visitatori: è aperto gratuitamente per visite spontanee
  • Turisti a Palazzo Loggia
    Turisti a Palazzo Loggia - Foto Gabriele Strada /Neg © www.giornaledibrescia.it
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Per i bresciani di Brescia è un simbolo. E, come spesso accade per i simboli, viene un po’ dato per scontato, relegato a sfondo delle passeggiate in centro storico, quasi fosse una quinta in cartongesso al palcoscenico della quotidianità.

L'ingresso - Foto Gabriele Strada /Neg © www.giornaledibrescia.it
L'ingresso - Foto Gabriele Strada /Neg © www.giornaledibrescia.it

Eppure Palazzo Loggia è bello, anzi bellissimo. Di più: è un capolavoro architettonico che al suo interno racchiude innumerevoli tesori; e, all’esterno, mostra celati in bella vista – per tirare in ballo Allan Poe – spizzichi di storia locale e gustose curiosità. Dalla prima pietra, posta all’angolo sulla sinistra del porticato alle 15 del 3 marzo 1492, poco prima che Colombo scoprisse l’America (scherziamo), alla freccia bianca su un pilastro esterno, che indicava ai bresciani la direzione dei rifugi antiaerei durante la seconda guerra mondiale.

Visto da fuori

Ad accorgersi per primi che qualcosa da scoprire – e da instagrammare – c’è, come spesso accade, sembrano essere i turisti, che nelle ultime stagioni hanno dato il via ad un peregrinare spontaneo verso la Loggia. Forse attratti dal maestoso porticato o, chissà, dall’imponente portone. «È permesso?». «Se puede visitar?». «Quanto costa il biglietto?». Un viavai quotidiano che si sta configurando come un fenomeno di turismo spontaneo, puntualmente registrato nel librone custodito dai «guardiani» della Loggia, ma non ancora strutturato e stimolato, come forse si potrebbe.

È proprio il personale della Loggia a sciorinare i numeri di questi ultimi mesi: 593 visitatori a giugno, ovvero una ventina di ingressi al giorno, 809 a luglio e 854 al 27 agosto. Per un totale di quasi 2.300 persone che in tre mesi hanno «scoperto» la Loggia. I visitatori arrivano soprattutto dall’Italia, ci riferiscono da Palazzo, ma non mancano gli stranieri, che sono comunque parecchi. In particolare sono i «soliti» tedeschi in gita dal Garda e i cugini spagnoli ad apprezzare l’inaspettata bellezza. In misura minore fanno capolino anche francesi e olandesi.

Il Palazzo, lo ricordiamo, è sempre visitabile nei giorni di apertura, ovvero dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12.30 e dalle 14 alle 19; e il sabato mattina dalle 9 alle 12.30. Non è possibile l’accesso solo in occasione dei Consigli comunali o nel caso siano in programma specifici eventi. L’ingresso è sempre gratuito; l’unico requisito è la registrazione all’ingresso, con un documento d’identità.

Lungo la scalinata della Loggia - Foto Gabriele Strada /Neg © www.giornaledibrescia.it
Lungo la scalinata della Loggia - Foto Gabriele Strada /Neg © www.giornaledibrescia.it

All’interno non ci sono dei tour organizzati, ma i turisti sono accompagnati nel loro peregrinare dal personale della Loggia. Nessuna pretesa di sostituirsi alle guide professionali, ma oltre a esercitare una funzione di «controllo», gli uscieri sono sempre lieti di rispondere alle domande e di sfoggiare la loro familiarità con la «vecchia signora», le sue storie e le sue funzioni. Ai più fortunati capita di incrociare la sindaca al lavoro o un assessore di passaggio: non mancano mai di salutare gli ospiti e di fermarsi per una chiacchierata come premurosi padroni di casa.

Per facilitare la visita è stata pure stampata una brochure in cinque lingue (italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo) che viene distribuita gratuitamente all’ingresso.

Cosa vedere

Va detto infine che non tutti gli spazi sono accessibili: porte aperte in Sala del Consiglio, la prima che si incontra all’ingresso e, dopo l’ascesa lungo l’imponente scalone ottocentesco, Sala Giunta e Salone Vanvitelliano. Da ultima c’è la più piccola Sala dei Giudici, che conserva una serie di affreschi riemersi durante i primi lavori di restauro della copertura. Che ancor oggi resta il «segreto» meglio custodito in Loggia.

La cupola

La cupola di palazzo Loggia - © www.giornaledibrescia.it
La cupola di palazzo Loggia - © www.giornaledibrescia.it

E non è un caso che quando, in occasione delle ultime Giornate di Primavera del Fai a marzo, è stato riaperto alle visite il sottotetto di Palazzo Loggia, si sia formata una lunghissima coda dal portone fino a metà piazza. Tutti in attesa di poter penetrare nelle viscere della cupola che svetta come un simbolo sopra i tetti della città.

A un certo punto è stato dichiarato il tutto esaurito, con lo stop delle visite a quota 1600: limite imposto dal fatto che non era possibile far accedere più di 25 persone per volta per ragioni di sicurezza.

A contribuire a un tale entusiasmo il fatto che il sottotetto non è comunemente accessibile. Inoltre la struttura, che ricorda la carena di una nave rovesciata, realizzata nel 1914, è tornata visitabile dopo alcuni anni e un complicato lavoro di restauro conservativo. Impalcature speciali, interventi di edilizia acrobatica, con gli operai specializzati «a spasso» sul tetto, la sostituzione di 1700 lastre in piombo: opere che hanno contribuito ad accrescere il fascino di una struttura che, come tutte le cose inaccessibili, guadagna estimatori col tempo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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