Storie

Dal Titanic alla Santa Maria, 50 anni di passione per i modellini navali

Triestino Tonassi, originario di Collio, ha sviluppato l’amore per la costruzione di imbarcazioni in miniatura a Salò, dove si è trasferito da bambino. Dal 1970 a oggi ne ha realizzate 27, in oltre 12mila ore di lavoro
Alessia Tagliabue
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Il modellismo navale di Triestino Tonassi

Una storia d’amore che dura da oltre cinquant’anni, con 27 modelli navali realizzati in 12mila ore di lavoro. Quella tra Triestino Tonassi e il mare è una relazione proficua, basata su precisione, attenzione ai dettagli e accuratezza storica: da un battello fluviale americano del Mississippi al veliero mercantile britannico Bounty, passando dal sommergibile U-21 tedesco fino alla caracca Santa Maria di Cristoforo Colombo, l’Amerigo Vespucci e il Titanic. Sul suo lavoro preferito, però, Triestino non ha dubbi: «La Sovrana dei Mari, la nave di guerra inglese di Re Carlo I: bellissima e inaffondabile. Colò a picco solo a causa della disattenzione di quattro guardiani, che le diedero fuoco e morirono con lei».

La Sovrana dei Mari
La Sovrana dei Mari

La passione per il modellismo

Nato a Collio nel 1955, all’età di due anni Tonassi si trasferisce a Salò, dove rimane fino al 1977. È qui, davanti al lago, che nasce la fascinazione per le navi. «Alle elementari le creavo con la plastilina, e al cinema amavo le battaglie dei pirati e le navi corsare: è una passione che ho da sempre». Il primo incontro, folgorante, con il modellismo arriva però alle medie. «Il nostro professore di applicazioni tecniche, che era stato sottufficiale sull’Amerigo Vespucci, ci propose un corso di modellismo navale statico. Su 200 studenti ci presentammo in sei, e poi rimasi solo io. Abbiamo iniziato con disegni, compensato e carta ricalcante». 

A Salò Tonassi realizza quindi i suoi primi lavori, esposti nelle attività commerciali per attirare clienti. Da qui il modellismo diventa una passione che lo spinge a partecipare a mostre e concorsi tra Collio e Brescia. «Nel 2001 mi sono classificato secondo in città con la Sovrana dei Mari, mentre al concorso nazionale di Vicenza del 2003 sono arrivato terzo con il Cutty Sark, un clipper inglese in scala 1:78. L’originale esiste ancora nel museo navale di Greenwich, a Londra».

Imbarcazioni storiche

Tanti modelli di Tonassi riproducono navi realmente esistite distrutte o affondate in disastri conosciuti, come quello del Titanic, o meno noti, come la tempesta che causò il naufragio della Santa Maria. «È importante conoscere la storia dietro ognuno dei modelli che realizzo – racconta –. Tra questi, oggi sono ancora conservati in Inghilterra gli originali del Cutty Sark e della Victory, la nave con cui Nelson vinse la battaglia di Trafalgar nel 1805. Mi piace informarmi rispetto a quello che sto realizzando».

Da conoscitore della materia, a Tonassi capita di imbattersi in errori comuni sulle navi della storia. Ad esempio, spiega, «la Santa Maria non era una caravella, lo erano la Niña e la Pinta. La Santa Maria era una caracca, più lenta e pesante e carica di materiali e viveri: era quella che ospitava Cristoforo Colombo, e, paradossalmente, non è lei ad avere scoperto l’America. Le altre due navi sono arrivate prima. C’è poi l’affascinante storia del Titanic: di quella ho tantissimi materiali in inglese, che raccontano i numerosi errori e i misteri di quella notte».

La Santa Maria
La Santa Maria

Quella del modellismo è un’arte antica, racconta Tonassi, che affonda le sue radici nell’antico Egitto, dove le barche in legno venivano inserite nelle tombe dei faraoni per accompagnarli nell’aldilà, e nell’antica Roma. «Alla fine dell’Ottocento in Inghilterra nacque la prima vera produzione industriale di modellini su larga scala – spiega – ma il modellismo si trasformò in un hobby accessibile solo dagli anni Venti e Trenta del Novecento, con il suo boom a fine Seconda guerra mondiale, in Italia grazie anche a marchi storici come Aeropiccola e Amati Modellismo, aziende di Torino per kit e disegni di velieri».

Lavoro di precisione

Tra stucchi, colle, vernici e legni, la passione di Tonassi ancora oggi segue la tradizione del modellismo statico. «Che ormai è il 2,3% della produzione totale: oggi si usa tanta plastica e modellismo di tipo dinamico. Io invece rimango fedele al legno». Balsa, compensato, tiglio, noce, bosso, ma anche canapa per il cordame, rame, ottone e bronzo per le lastre e i chiodi, ferro, piombo e zama per le ancore, e poi colle, vernici, rolla e stucchi.

«È un lavoro di precisione assoluta, serve una mano ferma e un’attenzione millimetrica. Una volta scelto il modello si può ordinare la scatola di montaggio, che contiene i pezzi principali egli accessori. Attrezzi, colle e vernici sono invece a parte, e il costo di tutto è ormai in crescita. Spero vivamente che quest’arte venga trasmessa anche alle nuove generazioni, insieme alla sua cura e alla sua pazienza».

Il Titanic
Il Titanic

Soddisfazioni

Quest’estate i lavori di Tonasi sono stati esposti a Collio, in sala consiliare, ammirati da oltre 600 visitatori, alcuni provenienti anche dall’estero. «C’è stata davvero tanta partecipazione, sia locale che di turisti da Inghilterra e Svizzera. È stato davvero bello». Il primo lavoro di Triestino risale al 1970, con alcune pause dovute al lavoro, alla famiglia e al suo impegno nella Protezione Civile, che lo hanno portato a riprendere con costanza dal 2025. «Alterno ancora tanti impegni: diciamo che non mi annoio». Il prossimo lavoro? «La Perla Nera di capitan Jack Sparrow dei Pirati dei Caraibi». In fondo, il suo primo amore erano stati proprio i corsari.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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