Storie

C’era anche un bresciano sull’Amerigo Vespucci a New York

Si chiama Lorenzo Franzosi, ha vent’anni ed è originario di Polpenazze. La nave scuola della Marina Militare si trovava nella Grande Mela in occasione del 250esimo anniversario dell’indipendenza degli Stati Uniti
Alice Scalfi
Lorenzo Franzosi insieme al fratello Davide - © www.giornaledibrescia.it
Lorenzo Franzosi insieme al fratello Davide - © www.giornaledibrescia.it

New York, la parata dei velieri, gli aerei militari che sorvolano l’Hudson e, sul ponte dell’Amerigo Vespucci, anche un ragazzo di Polpenazze. Si chiama Lorenzo Franzosi, ha vent’anni e frequenta il primo anno dell’Accademia Navale di Livorno. Nei giorni scorsi ha partecipato alla tappa statunitense della nave scuola della Marina Militare, protagonista delle celebrazioni per il 250esimo anniversario dell’indipendenza degli Stati Uniti.

Il tour

Dopo New York, il Vespucci proseguirà la navigazione verso Boston e il Canada, prima del rientro in Europa. Gli allievi sbarcheranno a Taranto solo alla fine di settembre, al termine della campagna addestrativa. A segnalare la presenza del giovane gardesano a bordo è stato il consigliere regionale Floriano Massardi.

«Conosco Lorenzo e la sua famiglia da tempo – osserva –. Sapere che un ragazzo del nostro territorio sta vivendo un’esperienza così significativa sull’Amerigo Vespucci, proprio in occasione di una ricorrenza di valore storico come il 250esimo anniversario degli Stati Uniti, è motivo di orgoglio non solo per me, ma per tutta la comunità bresciana».

Durante la diretta televisiva della parata navale, trasmessa anche dalle reti nazionali, tra le immagini dedicate agli allievi dell’Accademia è comparso per alcuni istanti anche il volto di Lorenzo. «Lorenzo è sempre stato così – racconta il padre, Giovanni Franzosi –. Ha sempre avuto un carattere molto serio, direi quasi quadrato, e un grande rispetto per le istituzioni. Fin da ragazzo aveva le idee molto chiare».

L'«Amerigo Vespucci» - Foto Ansa/Franco Silvi © www.giornaledibrescia.it
L'«Amerigo Vespucci» - Foto Ansa/Franco Silvi © www.giornaledibrescia.it

L’Accademia

Dopo gli studi al liceo Fermi di Salò, ha scelto di tentare il concorso per l’Accademia Navale ancora prima di conseguire il diploma. Una selezione severa, con circa un migliaio di candidati, che ha superato al primo tentativo. «Non è mai stato uno che si accontenta. Quando si mette in testa un obiettivo, fa di tutto per raggiungerlo. Noi lo abbiamo sempre sostenuto, ma il percorso se l’è costruito da solo».

Oggi lo attendono altri quattro anni di studi, esami universitari e addestramento. L’imbarco sull’Amerigo Vespucci, entrata in servizio nel 1931 e considerata uno dei velieri più celebri al mondo, rappresenta uno dei momenti più significativi del primo anno: la nave scuola della Marina Militare è da quasi un secolo ambasciatrice dell’Italia nei principali porti internazionali e costituisce un passaggio fondamentale nella formazione dei futuri ufficiali.

L’esperienza

Nei pochi contatti con la famiglia, Lorenzo ha raccontato soprattutto ciò che lo ha colpito lontano dalle cerimonie ufficiali. «Ci ha parlato delle amicizie nate con gli allievi giapponesi e con alcuni Marines americani. Mi ha detto che questa esperienza non è soltanto disciplina e sacrificio, ma anche confronto, armonia e conoscenza reciproca». E poi lo stupore per l’accoglienza ricevuta negli Stati Uniti. «Non si aspettava un affetto così grande nei confronti dell’Amerigo Vespucci. È rimasto impressionato dall’ospitalità e dall’entusiasmo con cui la nave è stata accolta». Tra i ricordi che porterà con sé c’è anche la parata sull’Hudson: «Ci ha detto che difficilmente nella vita assisterà ancora a uno spettacolo del genere».

A Polpenazze, intanto, mamma Nadia, insegnante, papà e il fratello maggiore Davide, che oggi lavora come enologo nell’azienda agricola di famiglia dopo un periodo di formazione in Cile, seguono il viaggio con discrezione. «Ci manca molto, perché riusciamo a vederlo forse tre volte all’anno e per pochissimi giorni. Ma quando torna lo vediamo sereno e orgoglioso della strada che ha scelto. Per noi è questo che conta». E aggiunge un pensiero che racconta bene lo spirito della famiglia: «Abbiamo sempre lasciato entrambi i nostri figli liberi di seguire le loro passioni. Davide ha scelto l’azienda e ha fatto esperienze all’estero per crescere professionalmente. Lorenzo ha scelto il mare. Vederli impegnati nel percorso che desideravano è la soddisfazione più grande».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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