«Delete this before Mbappé sees it», «Cancellate questo contenuto prima che lo veda Mbappé». È una frase che, negli ultimi mesi, è comparsa migliaia di volte sotto video, foto e post dedicati all'attaccante francese. Basta aprire TikTok, Instagram Reels o X per imbattersi in una scena ormai familiare: un montaggio con musica epica e immagini ritoccate dall'intelligenza artificiale di Mbappé in uniforme militare o seduto dietro una scrivania presidenziale, mentre sullo schermo scorrono frasi come «Un’altra vittima», «Il dittatore ha parlato» oppure «Lui decide tutto».
Il meme
Il bersaglio della battuta cambia continuamente. Un allenatore viene esonerato? È stata una decisione di Mbappé. Un giovane talento finisce in prestito? Mbappé lo ha fatto allontanare. Un compagno sbaglia un gol? Il suo destino è già segnato. Nessuno crede davvero a questa storia eppure milioni di persone continuano ad alimentarla.
Il meme di «Mbappé dittatore» è uno dei fenomeni più curiosi della cultura calcistica contemporanea perché non si è limitato a prendere in giro un calciatore: ha costruito un universo narrativo parallelo in cui ogni evento del calcio europeo viene ora reinterpretato secondo una regola semplice e condivisa. Qualunque cosa accada, è sempre colpa (o merito) di Mbappé.
L’origine
Come spesso accade con i meme, individuarne un'origine precisa non è semplice. Tuttavia, una delle ricostruzioni più complete è quella proposta da Know Your Meme, che collega la nascita dell'espressione «Dictator Mbappé» a una vicenda avvenuta in Francia nel 2024.
Al centro della storia c'è Mohamed Henni, un influencer noto per i suoi video ironici sul calcio francese. Dopo una controversia legata all'utilizzo del nome di Mbappé per promuovere un kebab, Henni accusò pubblicamente il calciatore di voler esercitare un controllo eccessivo sulla propria immagine, arrivando a parlare di una vera e propria «dittatura». Quella frase, nata come provocazione, venne ripresa sui social e trasformata in materiale per i primi meme.
Inizialmente si trattava di semplici fotomontaggi: Mbappé con uniformi militari accostato a figure storiche come Napoleone o Mao Zedong. Poi, come spesso succede nella cultura di Internet, la battuta ha iniziato ad essere ampliata, modificata e reinventata, fino a diventare qualcosa di molto più grande.
Da meme a «lore»
La maggior parte dei meme ha una vita breve e si esaurisce nel giro di poche settimane. «Mbappé dittatore» sembra invece seguire una logica diversa. Per comprenderne il motivo è utile ricorrere a un termine molto usato nelle community online: «lore». Nel linguaggio dei videogiochi e dei fandom, la «lore» è l'insieme delle regole, dei personaggi e degli eventi che costruiscono un universo narrativo condiviso. Non serve che tutto sia spiegato esplicitamente: chi ne fa parte conosce già il contesto. Ed è esattamente ciò che è accaduto con Mbappé.
Il meme non consiste più in una singola battuta ma nella partecipazione collettiva a una finzione condivisa: ogni utente può contribuire alla stessa narrazione adattandola all'attualità.

Basta osservare i commenti sotto i principali account calcistici su Reddit, Instagram, TikTok o X per vedere il meccanismo all'opera. Ogni notizia che riguarda il Real Madrid o la nazionale francese viene rapidamente reinterpretata attraverso il linguaggio del meme.
L'annuncio di un nuovo acquisto diventa una «nomina ministeriale», una cessione viene letta come un'«epurazione» e persino una sostituzione durante una partita può essere descritta come un ordine impartito dal «dittatore». La battuta non riguarda più il singolo episodio, ma l'universo narrativo costruito dalla community.
Caricatura
Ma perché proprio Mbappé? La risposta non riguarda tanto il suo carattere quanto la sua immagine pubblica. Negli ultimi anni, durante la sua esperienza al Paris Saint-Germain, la stampa francese e internazionale ha spesso alimentato la percezione che il calciatore esercitasse un'influenza fuori dal comune sulle decisioni del club.
Che quella percezione fosse corretta o meno è, dal punto di vista del meme, quasi irrilevante. Internet, come spesso accade, ha preso un frammento di realtà e lo ha portato fino all'assurdo. «Mbappé dittatore» funziona infatti grazie al meccanismo dell'esagerazione sistematica: si parte da una percezione reale (quella di un calciatore considerato molto influente) e la si porta all'estremo (attribuirgli qualsiasi decisione riguardi il calcio europeo).
È un meccanismo tipico della satira online: un elemento riconoscibile viene amplificarlo fino a diventare una caricatura.
Calcio e meme
Oggi invece le piattaforme digitali permettono ai tifosi di produrre e diffondere le proprie narrazioni. I meme non sono soltanto battute: sono strumenti attraverso cui le community interpretano gli eventi, attribuiscono ruoli ai protagonisti e costruiscono personaggi.

Il fenomeno non è isolato. Internet ha già trasformato altri sportivi in personaggi ricorrenti della propria narrazione collettiva: dall'idea di Cristiano Ronaldo come protagonista assoluto di qualsiasi discussione calcistica, ai meme che attribuiscono a Pep Guardiola un controllo quasi ossessivo sul gioco delle sue squadre, fino alle battute sull'influenza di LeBron James nelle decisioni dei Los Angeles Lakers.
«Mbappé dittatore» rappresenta però uno dei casi più estremi perché costruisce un vero e proprio universo narrativo in cui ogni evento viene reinterpretato secondo la stessa chiave narrativa. La comunità online ha creato così una narrazione collettiva destinata a sopravvivere ben oltre il contesto che l'ha generata: finché esisteranno nuovi episodi da reinterpretare, il «dittatore» continuerà a governare il calcio nell'universo immaginario dei social.



