Giovane lo è ancora oggi, ma quando nel 2016 ha aperto il suo studio era poco più che un ragazzo. Non appena laureato in Svizzera, Matteo Defendini – originario di Dello – aveva un’idea ben precisa: costruire un percorso professionale capace di guardare lontano senza perdere il baricentro. Quel baricentro, per lui oggi 35enne, resta Brescia. Nonostante il premio dal sapore internazionale che si aggiudicò nel 2021, quando fu nominato «Miglior giovane architetto europeo emergente» per il premio Europe 40 Under 40.
Brescia è la città da cui è partito e alla quale continua a tornare, nonostante le numerose esperienze maturate in Italia e all’estero, considerandola non solo il luogo delle proprie radici, bensì anche il laboratorio in cui misurare il senso concreto dell’architettura.
Anche quando i progetti portano il nome dello studio oltre provincia e oltre confine, come nel caso del Green District di Podgorica in Montenegro, «il punto di ritorno rimane il territorio bresciano» sottolinea l’architetto.
Il bilancio, 10 anni dopo
A dieci anni dalla fondazione dello studio Defendini traccia così il bilancio di un percorso cresciuto insieme ai cambiamenti della città e del mercato immobiliare. Nel tempo l’attività si è sviluppata su ambiti differenti, dalla progettazione residenziale a quella commerciale e industriale, passando per interventi di recupero urbano e riqualificazione di spazi pubblici.

Tra i lavori citati figurano la riqualificazione del centro storico di Castenedolo e Padenghe, diversi interventi nel capoluogo e progetti sviluppati all’estero, soprattutto in Africa e in America Latina, segno di una realtà professionale che ha progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione.
Nel suo racconto emerge una Brescia diversa rispetto a dieci anni fa: «Una città che ha acquisito peso nel panorama lombardo e nazionale grazie alla capacità di attrarre investimenti, professionalità e nuove progettualità – spiega –. Un processo che si riflette anche nell’evoluzione dell’edilizia, sempre più orientata verso recupero dell’esistente, sostenibilità e qualità degli spazi».
Comunità energetica
Accanto ai progetti commissionati Defendini richiama anche la realizzazione di un parco fotovoltaico nel Bresciano per una Comunità energetica: un’esperienza imprenditoriale, che prova a tradurre in pratica principi ambientali ormai centrali nel settore. Al centro resta comunque la casa, considerata «uno degli investimenti più importanti della vita delle persone». Per l’architetto bresciano il futuro dell’abitare passerà infatti dalla capacità di coniugare efficienza energetica, sostenibilità economica e qualità progettuale, in una fase segnata da cambiamenti sociali, demografici e da nuove esigenze delle famiglie.
Una riflessione che si accompagna a quella sul ruolo stesso della professione: «Non solo disegno di edifici ma ascolto, relazioni e interpretazione dei bisogni dei territori». Uno sguardo che continua a partire da Brescia e che, anche dopo esperienze internazionali, mantiene nella città d’origine il proprio punto di riferimento. Perché è qui che, dieci anni fa, è iniziata l’avventura professionale di Matteo Defendini ed è qui che continua a trovare il suo significato più concreto.



