Economia

Dall’Africa all’Arabia e fino all’Australia, ma ora Defendini «progetta» Brescia

Nel 2021 viene inserito tra i migliori architetti europei under 40 e nominato ambasciatore del design a Riyad
Matteo Defendini - © www.giornaledibrescia.it
Matteo Defendini - © www.giornaledibrescia.it

Visione, sostenibilità e rigenerazione sono alcuni degli elementi imprescindibili dei suoi progetti. Matteo Defendini, originario di Dello, nel 2021 è stato inserito nel gruppo dei migliori architetti europei under 40 per il progetto della Scuola Girasole di Ikengua, un campus scolastico nella savana africana.

L’anno successivo, inoltre, Defendini è stato designato dalla Farnesina e dal ministero della Cultura come ambasciatore del design italiano a Riyad. E adesso il giovane professionista bresciano, classe 1991, immagina un «nuovo futuro», ossia «La torre di legno più alta d’Italia», per lo storico gasometro (in disuso da tempo) di via Malta, a Brescia.

Il suo ambizioso progetto verrà presentato domani, insieme ad altri rendering esposti alla mostra «Visioni per un futuro presente» allestita all’ex cinema Astra, in un convegno organizzato a Palazzo Loggia.

Il percorso

Matteo Defendini parla tre lingue. Una volta terminato il liceo artistico ha passato circa dieci anni all’estero. In primis in Svizzera, dove ha frequentato l’Accademia dell’Architettura di Mendrisio e ha completato sia Bachelor che Master Degree. Poi in Francia con l’Erasmus all’Ecole Nationale Supérieure d’Architecture de Paris-Belleville e, quindi, in Africa con l’importante progetto di Ikengua, ma anche in Australia, dove si è occupato della casa dello studente di Melbourne e, per ultima tappa, in Colombia.

«In una visione ambientale altamente sostenibile, le componenti naturali (sole, acqua, vento e legno) diventano risorse di un edificio polifunzionale e dedicato ai giovani, in grado di amalgamarsi con il verde attorno» conviene Defendini dal suo studio di via Corfù, anticipando la ratio del suo progetto per il gasometro di Brescia. «Guidato dall’innovazione tecnologica e dall’architettura bioclimatica - ammette il bresciano -, amo riconcepire i "monumenti di archeologia industriale" con fini utili per la comunità».

Defendini è molto concentrato su Brescia. «Ho viaggiato molto - conferma -, ma ora ho lo sguardo rivolto a Brescia (e provincia) ed invito i miei coetanei o qualsiasi professionista a fare lo stesso: basta fuggire all’estero, anzi. Partite per poi tornare. Crediamo nella potenzialità del nostro territorio, la nostra generazione ha l’opportunità e il dovere di migliorarlo».

Non a caso Defendini è anche membro della commissione Giovani e paesaggio dell’ordine degli Architetti di Brescia e fa parte del gruppo «Giovani per un progetto». «Al momento siamo concentrati sulla progettazione di un campus scolastico molto complesso e interconnesso nella “city”, con spazi fruibili anche nei giorni extra-lezioni», racconta Defendini. Una visione simile e al contempo diversa, per il contesto in cui è inserita, della Casa dello Studente realizzata a Melbourne o della «Scuola girasole» di Ikengua in Tanzania, valsagli la selezione tra i migliori architetti under 40 europei.

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