Storie

L’impresa di Vanessa Gabusi, in monosci sul Monte Rosa

Nuova avventura per la donna di Gavardo, che è riuscita a salire sulla cima di Breithorn a 4165 metri di altitudine con Alpinisti InsuperAbili
Enrico Giustacchini
La discesa verso Cervinia
La discesa verso Cervinia

Sul Monte Rosa in monosci. Un’altra impresa portata a termine con successo da Vanessa Gabusi e dai suoi inseparabili amici del Cai di Gavardo.

Le avventure

Vanessa, grande appassionata di montagna, nonostante la propria condizione di disabilità non rinuncia ad affrontare sfide, perfino le più ardue. Fra le molte «pazzie» (come lei stessa le definisce), sono da citare almeno i percorsi del Cammino di Santiago e della Via Francigena compiuti in joëlette, carrozzina predisposta per superare dislivelli e tratti accidentati.

Anche in quei frangenti, ad affiancarla erano stati i volontari del Cai di Gavardo, e in particolare quelli del Sentiero di Cinzia, il gruppo sorto all’interno del sodalizio per consentire alle persone con disabilità motorie di effettuare escursioni in quota.

La nuova sfida

«Questa nuova avventura ha avuto origine lo scorso inverno ad Andalo, quando, in un open day rivolto ai principianti dello snowboard, avevo provato, riuscendoci, a scendere dalle piste con la tavola – spiega Vanessa –. Un conto, però, è scendere, un altro è salire. Sennonché, in seguito sono venuta a conoscenza del progetto Alpinisti InSuperAbili, creato dalla guida di Cervinia Roberto Ferraro e dal pisteur sécouriste Daniele Boero per permettere a chi non può camminare di salire in vetta grazie al monosci, uno speciale ausilio realizzato per la movimentazione su terreno innevato. Ho pensato allora che sarebbe stato bellissimo, per il mio compleanno, regalarmi un’ascensione sul Monte Rosa e, come sempre, al Cai di Gavardo non si sono tirati indietro».

Vanessa Gabusi con le cinque guide del Cai di Gavardo
Vanessa Gabusi con le cinque guide del Cai di Gavardo

La cima prescelta è stata quella del Breithorn, a 4165 metri di altitudine. All’impresa hanno partecipato, oltre a cinque volontari del Sentiero di Cinzia – Pietro Bardini, Nadia Bresciani, Paolo Frugoni, Pamela Vidani e Nicole Zanaglio – una quindicina di guide messe a disposizione dal progetto Alpinisti InSuperAbili.

La squadra

I membri della squadra si alternavano al traino del monosci, mentre Vanessa Gabusi faceva il suo spingendo con una racchetta. Il dislivello dal punto-base alla sommità del Breithorn, circa quattrocento metri, è stato superato in due ore; ci è voluto di più, invece, per ridiscendere, a causa delle non poche difficoltà legate allo sprofondamento in traccia, conseguenza delle escursioni termiche dei giorni precedenti. Tutto, però, si è concluso felicemente. «L’emozione è stata immensa – ricorda Vanessa –. Alla fine avevamo le lacrime agli occhi: io e i miei venti meravigliosi angeli custodi».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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