Storie

Iervolino, l’amore per la pallavolo da papà Paolo ai tre figli

Una famiglia unita dalla passione per il volley: il capostipite è stato giocatore e ideatore dell’Arena Beach di Cellatica, col fratello Domenico è un simbolo di questo sport a Brescia
Vincenzo Cito
Paolo Iervolino con il figlio Riccardo
Paolo Iervolino con il figlio Riccardo

A casa Iervolino l’amore per la pallavolo si trasmette da una generazione all’altra nel segno di una predestinazione manifestatasi già quando i figli di Paolo erano piccoli. «Ero ancora nel settore tecnico del Gruppo Consoli – ricorda il capostipite della dinastia – e davo una mano in panchina a Roberto Zambonardi. Alle partite veniva anche mia figlia Carlotta, allora poco più di una bambina. Alla fine di ogni match mi chiedeva conto delle nostre scelte, si lamentava se facevamo giocare un atleta al posto di un altro».

La promessa Carlotta

La precoce visione di allora, oggi, Carlotta – che ha debuttato in D nella Millenium a neppure 14 anni – l’ha portata in campo. Nel ruolo di palleggiatrice è considerata, fra le nate nel 2009, tra le più promettenti in Italia. Ora è nel settore giovanile della Pro Patria, fucina di campionesse, dove nella prossima stagione giocherà in B2 e nell’Under 19 di Eccellenza. In palestra è già diventata una leader. «Una volta fu chiamato time out perché la sua squadra stava perdendo il tie break 13-7. È salita in cattedra lei – sorride Paolo Iervolino – e grazie alle sue direttive la squadra ha ribaltato la situazione e ha vinto 17-15».

Carlotta Iervolino in palleggio durante una partita
Carlotta Iervolino in palleggio durante una partita

Riccardo, scoperta di Velasco

Riccardo, invece, nato nel 2003, è stato scoperto addirittura da Julio Velasco quando lo chiamò a un raduno della Nazionale giovanile. «Disse di aver trovato pochi giocatori così duttili come lui, è completo in tutti i fondamentali». Un complimento che inorgoglì papà Paolo, consapevole che queste doti si allenano sulla sabbia – il regno di famiglia per l’Arena Beach costruita a Cellatica nel 2011 –, tanto che oggi il giovane è tra i top del beach volley tricolore.

L’anno scorso è arrivato terzo al campionato assoluto e nel 2026-2027 farà parte stabilmente del gruppo azzurro. Intanto giocherà anche in A2 nel neopromosso Reggio Calabria con la concreta possibilità di trovare il proprio spazio dopo lo strepitoso campionato disputato la scorsa stagione a Castellana, in A3 (391 punti in 22 gare). «Tra l’altro è sempre tesserato con Padova, che non lo ha mai perso di vista – sottolinea il papà –. È una società che ha lanciato tanti giovani e un altro anno positivo potrebbe aprirgli le porte della Superlega».

Impegno

Riccardo e Carlotta (a sua volta campionessa regionale di beach volley) interpretano la pallavolo con una dedizione che a volte preoccupa Paolo. «Stanno attenti a ogni piccolo dettaglio, dall’alimentazione alla meticolosa preparazione della giornata, in un certo senso sono più professionisti di quanto lo fossi io alla loro età».

E un pericolo c’è: «Pretendono molto da loro stessi, anche troppo. Soprattutto Riccardo, che non si perdona il minimo errore. Allora gli ho ricordato Dan Peterson, il grande allenatore di basket, quando rincuorò Michael Jordan – disperatosi dopo una sconfitta – elencandogli tutto quello che aveva vinto in carriera, ben superiore a quanto aveva perso. Mi pare che abbia recepito la lezione».

La figlia più giovane

E poi c’è Eleonora (nata nel 2005), l’artista di famiglia. Così almeno la definisce Paolo. «È una ragazza estrosa, piena di interessi. Ama molto anche il teatro e vede nella pallavolo soprattutto un divertimento. Una volta fu attratta da un libro che avevo in biblioteca che parlava dei maestri dello sport. Credo sia orientata verso una carriera in quel settore». Eleonora ha anche giocato a basket nella Brixia, poi è tornata all’amore di famiglia. «Ha da poco vinto un bando per l’Erasmus, che la porterà a un’esperienza nell’università sportiva di Murcia, e giocherà come opposto nel Club Volley Molina, in Quarta serie nazionale». Intanto studierà Scienze Motorie.

Eleonora Iervolino esegue una schiacciata
Eleonora Iervolino esegue una schiacciata

Passione di famiglia

Ha seminato bene Paolo Iervolino, arrivato qui per giocare nell’Aquater in A1 dal 1991 al 1993 e poi rimasto legato alla nostra città. I figli sono nati tutti qui, ed è bresciana la moglie Marzia Fontana («Merito tutto suo se i ragazzi sono così in gamba: io li ho preparati alla pallavolo, lei alla vita»). E guarda con orgoglio alla «spiaggia costruita in città», suo antico sogno, realizzato anni fa.

Al progetto si è aggiunto il fratello Domenico Iervolino – più noto come Mimmo –, altro uomo simbolo del volley cittadino, nel settore tecnico del Gruppo Consoli dopo anni di pallavolo giocata ad altissimo livello. Naturalmente giocano anche le sue figlie. Lo fa a livello amatoriale Marta (nata nel 2003), invece Chiara (2006) l’anno prossimo disputerà la D nello Stadion Arena, altro felice progetto di famiglia realizzato in collaborazione con le società di Gussago, Cellatica, Ome, Castegnato e Rodengo Saiano (dove si disputeranno le partite casalinghe) con già 400 ragazzi avviato a questo sport e 14 squadre giovanili. Il volley come vita, un amore che in casa Iervolino non si estinguerà mai.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Buongiorno Brescia

La newsletter del mattino, per iniziare la giornata sapendo che aria tira in città, provincia e non solo.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
Leadership e strategiaLeadership e strategia

Il libro di Shai Misan, che applica i principi del gioco degli scacchi alla leadership e alla gestione del cambiamento.

SCOPRI DI PIÙ
Ti racconto la Divina CommediaTi racconto la Divina Commedia

Il viaggio più incredibile mai raccontato da uno scrittore e le movimentate vicende esistenziali dell'intramontabile poeta

SCOPRI DI PIÙ