Storie

Fontanelle: «Il nuovo santuario è necessario, tutto sarà in regola»

Mons. Marco Alba replica a tutte le accuse: «Arrivano pellegrini da tutto il mondo, magari vanno prima a Loudes o a Fatima, possiamo accoglierli in un capannone?»
Attualmente la messa viene celebrata in quelle che, di fatto, è un capannone
Attualmente la messa viene celebrata in quelle che, di fatto, è un capannone

«Un nuovo santuario alle Fontanelle è necessario per accogliere i pellegrini che arrivano da tutto il mondo. La chiesa che costruiremo è pensata per durare nei secoli». Le Fontanelle sono da decenni al centro dell’attenzione, ma oggi più che mai. E lo sono sia sul fronte della devozione (oltre centomila i pellegrini durante il Giubileo dello scorso anno), sia sul fronte del progetto di riqualificazione di tutti i 90mila metri quadri dell’area del santuario diocesano, con l’opposizione degli ambientalisti e (recentemente) con una raccolta firme di un «gruppo di fedeli» (quindi di fatto anonima).

Ne parliamo con mons. Marco Alba, rettore del santuario Maria Rosa Mistica, e principale artefice (con il supporto convinto del vescovo Pierantonio Tremolada) del cambio di rotta (anche Vaticano) sulla presunta veggente Pierina Gilli e, appunto, sulle Fontanelle.

Le Fontanelle sono un santuario diocesano
Le Fontanelle sono un santuario diocesano

Partiamo dalla domanda fondamentale. Perché la Diocesi insiste sulla necessità di costruire un nuovo santuario alle Fontanelle?

È una domanda che in Diocesi ci poniamo da anni, anche in costante dialogo con Roma. Come ha ribadito più volte il vescovo Pierantonio Tremolada, la priorità assoluta è accogliere in modo dignitoso e rispettoso le centinaia di persone che arrivano ogni domenica e le centinaia di migliaia di pellegrini che ci visitano durante l’anno. Attualmente il luogo non offre un’accoglienza bella e adeguata. Il Vescovo insiste su due aspetti: il dovere dell’accoglienza e la necessità di dare una disciplina al culto. Vogliamo che l’ambito liturgico delle celebrazioni sia chiaramente distinto da quello tipicamente devozionale. Un po’ come avviene a Lourdes, dove le fonti e le vasche sono separate dai momenti di preghiera comunitari. Oggi, essendo tutto concentrato in un unico punto, la gestione dei pellegrini e l’ordine delle celebrazioni rischiano di diventare complicati.

Le Fontanelle sorgono su un'area da 90mila metri quadri
Le Fontanelle sorgono su un'area da 90mila metri quadri

C’è chi contesta il progetto ricordando che il territorio di Montichiari è già ricco di chiese, spesso semivuote. Cosa risponde a questa obiezione?

Capisco benissimo l’obiezione sulle molte chiese esistenti e purtroppo vuote, ma i santuari viaggiano su un’altra dimensione e seguono logiche differenti. Sono legati in modo strutturale e intrinseco a un luogo fisico, spesso perché lì è avvenuto un miracolo, o sono vissuti i veggenti, o si sono verificati fenomeni mistici. Nel nostro caso, il legame è ancora più forte: le Fontanelle si chiamano così perché lì c’è l’acqua sorgiva, c’è la fonte, c’è la scala. È lì che è nato tutto. Il fatto che persone da ogni parte del mondo vogliano venire proprio in quel punto preciso dimostra che non si tratta di una dinamica locale, ma di un polo di attrazione globale.

A quanto ammonta esattamente il flusso di pellegrini in un anno?

I pellegrini registrati, cioè quelli che arrivano tramite viaggi organizzati, sono circa 100.000 all’anno. C’è però tutto un flusso incontrollabile che si muove in autonomia, anche perché il sito è aperto 24 ore su 24. Stimiamo che le presenze reali si aggirino intorno alle 150.000 persone all’anno. Si tratta di numeri molto importanti.

Ogni anno almeno centomila pellegrini alle Fontanelle
Ogni anno almeno centomila pellegrini alle Fontanelle

Gli oppositori contestano soprattutto l’impatto ambientale.

Della questione ambientale discutiamo in Diocesi da almeno cinque anni. Sappiamo benissimo che l’area è sottoposta a vincoli strutturali, urbanistici e normativi che dobbiamo rispettare e che rispettiamo rigorosamente. Siamo costantemente vigilati: c’è stato un ricorso al Tar e ora un nuovo ricorso al Consiglio di Stato. Ad oggi abbiamo sempre agito d’intesa con il Comune e la Provincia, nel pieno rispetto delle norme vigenti, tanto è vero che il Tar ha dato ragione a noi e agli enti civili. Le Fontanelle sono un luogo splendido dal punto di vista ambientale e il vescovo Tremolada è il primo a volerne preservare la bellezza. Oggi, però, le moderne tecnologie consentono di realizzare costruzioni di dimensioni importanti che siano totalmente rispettose del paesaggio e delle normative.

C’è chi accusa il progetto di causare un eccessivo consumo di suolo. È così?

Un consumo di suolo è inevitabile se si deve costruire ex novo, ma parliamo di un’opera concordata con la Santa Sede e dalle dimensioni tutt’altro che faraoniche. Progettiamo una chiesa di medie dimensioni, capace di ospitare circa 500 persone sedute per le messe domenicali, dotata di ampi spazi all’aperto per le grandi celebrazioni che superano i 1.000 partecipanti. Molti dicono: «Ampliate semplicemente l’esistente». A parte il fatto che la struttura attuale è un capannone e non si vede come si potrebbe ampliarlo degnamente, procedere in quel modo renderebbe impossibile la necessaria separazione tra il luogo della liturgia e quello della devozione storica, venendo meno a quei criteri di ordine, bellezza e accoglienza richiesti dal Vescovo. Su questi temi abbiamo dialogato più volte anche con i rappresentanti di Legambiente a livello locale, provinciale e regionale. La sensibilità ecologica c’è, ma nella costruzione di un edificio sacro concorrono anche altri criteri.

Un altro tema caldo riguarda i costi dell'opera. Si parla di cifre importanti, può illustrarcele?

È chiaro che i costi sono significativi, ma l’importo complessivo è dettato dal fatto che l’intervento non si limita alla sola chiesa. Se dovessimo costruire solo l’edificio sacro, il costo si aggirerebbe sui 3-4 milioni di euro. Qui, invece, parliamo di mettere a norma e in sicurezza un’area sacra che insiste su 90.000 metri quadrati. Dobbiamo realizzare strade, marciapiedi, illuminazione e sistemare gli spazi esterni per accogliere in sicurezza flussi che negli eventi straordinari toccano le 4.000 o 5.000 persone. Inoltre, il sito va presidiato: oggi io vivo a sei chilometri di distanza e la notte il santuario è deserto. Saranno quindi realizzati gli alloggi per i custodi e gli addetti, insieme a una piccola foresteria destinata esclusivamente a sacerdoti e religiosi, figure molto legate al culto di Rosa Mistica. Non nascerà nessun albergo: i pellegrini utilizzeranno le strutture ricettive già esistenti a Montichiari. A tutto questo si aggiunge un’opera di carità (una comunità) che la Cei ci ha chiesto di realizzare accanto al santuario e che peserà sulle nostre casse, oltre alla complessa riqualificazione del vicino Colle di San Giorgio.

La struttura attuale delle Fontanelle
La struttura attuale delle Fontanelle

Un’altra forte contestazione riguarda la realizzazione dei nuovi parcheggi, sono davvero necessari?

Quando crei un polo ricettivo di queste dimensioni, non puoi non fare i parcheggi, altrimenti i mezzi invaderebbero le aree circostanti creando il caos. Qualcuno ci ha suggerito, in modo a mio avviso irrealistico, di far parcheggiare i pellegrini al Centro Fiera e usare delle navette. Ma se arrivano 2.000 cingalesi in pullman, con le navette gli ultimi arriverebbero a messa finita. In tutti i santuari del mondo esistono parcheggi per i pullman. L’accortezza sta nel come si fanno: la zona della chiesa sarà interamente riservata a pedoni e biciclette, mentre i grandi parcheggi saranno spostati in aree di nostra proprietà più distanti, verso la strada. Oggi esistono tecnologie, come le pavimentazioni a nido d’ape, che evitano le distese di asfalto e mantengono tutto verde. L’impatto visivo sarà minimo.

Per quanto riguarda la realizzazione pratica, a chi saranno affidati i lavori?

Essendo una realtà privata e non un ente pubblico, non abbiamo l’obbligo di procedere tramite bando di gara pubblico. Possiamo muoverci con l’affidamento diretto o con bandi a invito privato, garantendo comunque la massima trasparenza e la solidità delle procedure, ma evitando i rischi di quegli appalti infiniti dove vince un’azienda lontana che poi non finisce i lavori. È nostra ferma intenzione coinvolgere e valorizzare le eccellenze bresciane per la realizzazione pratica. Abbiamo imprese, artigiani e aziende di altissimo livello nel nostro territorio. È bello pensare che una struttura destinata a durare nei secoli nasca dal lavoro e dalle intelligenze della nostra terra.

Le Fontanelle sorgono su un'area da 90mila metri quadri
Le Fontanelle sorgono su un'area da 90mila metri quadri

Quali sono le tempistiche ipotizzate per l'inizio e la fine dei cantieri?

Attualmente siamo alla fase del progetto preliminare, necessario per definire il piano finanziario e presentare il piano operativo in Comune. Il ricorso al Consiglio di Stato non ha effetto sospensivo e la sentenza del Tar a nostro favore è molto solida. Il masterplan prevede uno sviluppo complessivo di tutti gli interventi nell’arco di 5-6 anni, procedendo senza mai interrompere l’accoglienza dei pellegrini. La costruzione della sola chiesa ex novo è la parte più semplice: nel giro di due anni dall'inizio dei lavori può essere completata.

In conclusione, quale crede che sarà l'impatto di questa operazione su Montichiari?

Enorme, sotto ogni punto di vista, compreso quello del rilancio turistico e dello sviluppo futuro. Bisogna uscire dalla logica provinciale di considerare le Fontanelle come una semplice parrocchia dove andare a messa la domenica. All’estero non ragionano così. In Sudamerica o in Asia, il culto di Rosa Mistica è talvolta più famoso di quello di Lourdes o Fatima. I pellegrini che arrivano dall’Indonesia o dall’India vanno ad Assisi, Padova o Loreto e poi vengono a Montichiari. Quando arrivano qui, si aspettano di trovare un grande santuario e invece si trovano davanti a un capannone in una fossa, restando disorientati. Quando si costruisce una struttura del genere, bisogna avere lo stesso sguardo di chi mille anni fa ha iniziato a edificare le cattedrali, come anche il duomo di Brescia. Anche allora ci saranno state polemiche e problemi, ma dopo un millennio quelle cattedrali sono ancora lì. La prospettiva deve essere questa.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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