La tradizione campanaria torna a vivere a Faverzano di Offlaga grazie a un intervento della Federazione bresciana campanari realizzato con l’ausilio, la passione e la preziosa collaborazione dei volontari e delle realtà locali. Il lavoro ha permesso di ripristinare il sistema di suono manuale delle campane, recuperando le corde necessarie alla movimentazione dei bronzi e riportando in funzione anche la tastiera per il suono d’allegrezza, restituendo così la possibilità di utilizzare nuovamente l’impianto secondo le modalità della tradizione.
Il recupero è stato possibile soprattutto grazie alla disponibilità e alla collaborazione delle persone della frazione, in particolare di Marco Piccinotti e del geometra Lucio Gulberti, che hanno messo a disposizione conoscenze, memoria e tempo; ma anche grazie alla grande disponibilità del parroco, don Ettore Gorlani, il cui sostegno ha consentito di portare avanti concretamente l’intervento.
«Tutto è nato quasi per caso – raccontano i volontari Marco Piccinotti, Lucio Gulberti, Sandra Davide, Matteo Bertoli –; la nostra volontà era quella di rimettere in funzione le corde e di riportare in auge nella nostra frazione una antica tradizione.
Le campane sono originarie del 1921; sono state ripristinate le corde manuali sulla cella campanaria; il sogno è ripristinare l’intero processo di suono manuale. Un passo alla volta ce la faremo».
La melodia
Tuttavia il recupero non si è limitato alla sola componente materiale. Grazie alla memoria di Marco Piccinotti, faverzanese doc e cultore di musica campanaria, è stato infatti possibile riportare alla luce anche una storica melodia delle campane d’allegrezza della frazione. Un motivo che, dopo anni di disuso, rischiava di rimanere soltanto un ricordo tramandato oralmente e non più eseguito sulle campane della parrocchia. La melodia è stata trascritta su pentagramma e nuovamente eseguita, trasformando così una testimonianza custodita nella memoria di un abitante in una vera e propria testimonianza musicale documentata.

La possibilità di tornare a utilizzare la tastiera ha, inoltre, consentito di sperimentare il repertorio campanario in una prospettiva più ampia, collegando la tradizione locale anche a esperienze musicali maturate in ambito internazionale. In questo contesto si inserisce anche il rapporto musicale e culturale instaurato da alcuni anni tra il vicepresidente della Federazione bresciana campanari, Mattia Malzani, e Mathieu Daniel Polak, suonatore di campane originario dei Paesi Bassi.
Nell’ottica di uno scambio culturale, a Faverzano sono state eseguite anche alcune composizioni realizzate dallo stesso Polak, specificamente per le campane italiane, portando così all’interno dell’impianto locale musiche nate dall’incontro tra differenti esperienze della tradizione campanaria europea.
La memoria
A Faverzano, dunque, non sono semplicemente tornate a suonare delle campane manualmente: grazie alla collaborazione tra la Federazione, i volontari locali e la parrocchia è tornata a risuonare una parte della memoria del paese, aprendosi al tempo stesso a nuove esperienze musicali. «È stata una grande emozione quella che abbiamo provato nel sentire lo sprigionarsi delle sette note: è come se le nostre mani, componendo le melodie, avessero ripercorso i gesti che i nostri avi hanno compiuto chissà quante volte». E per chi volesse sentire il concerto vi è già una data da segnare sul calendario: domenica 4 ottobre, in occasione della sagra che la frazione vive ogni anno.



