Le campane di San Giorgio sono uno dei simboli di Bagolino e risuonano da secoli posizionate nel punto più alto dell’abitato. Ora si cercano fondi per rimetterle a nuovo.
Il campanile della parrocchiale, costruita nel XVII secolo, domina il borgo e custodisce nove campane. Sistema che è protagonista di una tradizione campanaria ancora oggi tutelata e spesso eseguita manualmente. Un patrimonio storico dunque, che ora però necessita di un importante intervento di recupero.
L’appello
La parrocchia ha avviato una raccolta fondi per finanziare il restauro dell’intero impianto campanario, un progetto presentato nei giorni scorsi ai cittadini nel teatro dell’oratorio. A illustrarlo è stato il parroco, don Francesco Mattanza, che ha aperto l’incontro con una battuta destinata a strappare un sorriso: «Ho tre notizie da darvi: una brutta, una bella e una "delicata". La brutta è che servono soldi che la parrocchia non ha. Quella bella è che i soldi ci sono. Quella "delicata" è che sono nelle vostre tasche».

L’intervento
Le verifiche tecniche hanno evidenziato che il problema non riguarda soltanto la sesta campana, lesionata e da restaurare, ma anche il sistema di movimentazione e automazione. L’intervento permetterà di mettere in sicurezza l’intero complesso campanario e di garantirne il funzionamento negli anni futuri. Il costo sfiora i 120mila euro, una cifra che rende indispensabile il sostegno della comunità.
Per assicurare la massima trasparenza è stato collocato in chiesa un grande pannello raffigurante una campana che verrà colorata progressivamente in base alle donazioni raccolte. A sostenere l’iniziativa c’è anche l’associazione «Habitar in sta terra» che accompagnerà la campagna con approfondimenti dedicati alla storia delle campane di San Giorgio.
Grazie a Gabriele Cosi saranno condivisi fotografie e documenti d’archivio per raccontare la storia dei bronzi e dei campanari che per secoli hanno scandito la vita del paese. Un suono che a Bagolino conserva un profondo valore identitario e che ogni 30 ottobre, con la tradizionale «campana martello», ricorda ancora oggi il tragico incendio che nel 1779 causò gravi lutti e la distruzione del paese.



