Riflettori accesi nel Buco del Frate per raccontare la storia del lupo

Il lupo e la sua storia. Una storia che ha accompagnato per decine di migliaia di anni quella dell’uomo, in una fitta rete di contrasti e interazioni. Una storia affascinante, che diventerà presto un film, ambientato anche nel territorio della nostra provincia.
Gli importanti resti di età preistorica di questo animale ritrovati in passato nel Buco del Frate saranno infatti tra i protagonisti del documentario. La troupe ha effettuato di recente riprese nella grotta prevallese, per poi spostarsi a Gavardo, al Museo archeologico della Vallesabbia, dove i reperti sono conservati.
«Italicus. Into the Land of Wolves», questo il titolo del film, nasce come progetto dell’Università di Milano: autori e produttori sono, per conto di Underzero Still and Motion Pictures, Dawid Adam Iurino, docente di paleontologia dei vertebrati dello stesso ateneo, e il fotografo e documentarista Filippo Palmesi, con la collaborazione di Marco Foglia, fotografo specializzato in narrazione visiva.
Obiettivo
«L’intento è di raccontare il lupo dal punto di vista zoologico, ecologico e paleontologico, ponendo attenzione alla sua struttura sociale e alle somiglianze con quella umana - spiegano gli autori -. Attraverso un viaggio a ritroso nel tempo ripercorreremo le relazioni lupo-uomo partendo dai giorni nostri, passando per il declino di questi carnivori registrato nel Novecento, illustrando poi la condizione del lupo nel Medioevo e in epoca romana, fino alla preistoria, includendo la domesticazione. Questo animale - sottolineano - è entrato a far parte dell’immaginario collettivo, incarnando i valori di tenacia e lealtà, ma è anche diventato emblema di pericolo e paura. Tuttavia, nonostante la sua simbologia sia mutata nei secoli, così come la nostra sensibilità nei suoi confronti, il lupo mantiene la propria centralità nella nostra cultura e nel dibattito sulla salvaguardia della biodiversità e del patrimonio naturalistico».

Nella realizzazione della sezione «bresciana» del movie sono stati coinvolti il direttore del Mavs Marco Baioni, il paleontologo Fabio Bona e Paolo Burlon, assessore all’Ambiente del Comune di Prevalle.
Tac per i reperti
Oltre al supporto scientifico e logistico durante le riprese al Buco del Frate e al museo, il team ha guidato nei giorni scorsi la trasferta di quattro teschi di lupo a Lodi, nei laboratori della Facoltà universitaria di Veterinaria, dove i reperti sono stati sottoposti a una Tac, operazione dai cui esiti si attendono preziose informazioni in chiave evolutiva.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@News in 5 minuti
A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.
