Storie

Claudio Zola, giramondo con Brescia nel cuore: «Il Kuwait ora è casa mia»

L’ex difensore, ora col Milan Academy, sul pallone tricolore: «Pirlo? È stato trattato da schifo, più spazio ai giovani»
Franco Mondini
Claudio Zola è nelle Academy Milan in Kuwait
Claudio Zola è nelle Academy Milan in Kuwait

C’è chi per la vacanza sceglieva il Kuwait e chi dal Kuwait parte per Brescia, per trascorrervi le ferie, per riabbracciare i genitori e il fratello Roberto, i familiari e i tanti amici conosciuti calcando per anni i campi di calcio del nord Italia e per festeggiare il compleanno, il 22 agosto. Claudio Zola, classe 1969, difensore di ruolo quando giocava, ha indossato le casacche di Lumezzane, Triestina, AlbinoLeffe e Montichiari. Appese le scarpette al chiodo ha iniziato la carriera da giramondo con il Milan. Claudio Zola, girovago per insegnare calcio e scovare talenti, è appena rientrato dal Kuwait dove lavora nelle Academy rossonere.

«Guerra permettendo, dovrei ripartire il 2 settembre. Quando sono partito bombardavano, ma lontano da dove risiedo e alleno i ragazzini, che sono abituati alle esplosioni».

Con in tasca il patentino di allenatore Uefa B, Zola potrebbe anche allenare in Italia. Ci pensa?

«Per ora no. Potrei ripartire dalla serie C. Intanto proseguo il mio lavoro lontano da casa. A Pasqua saremo con i ragazzini al Torneo della pace di Rovereto che abbiamo già vinto con i 2013. Una bella esperienza. Una vetrina per questi ragazzi che sognano l’Europa. In squadra ho un paio di giocatori che promettono».

Com’è il livello della serie A in Kuwait?

«La loro migliore formazione arriverebbe oggi a metà classifica nella nostra serie C. Ma i progressi sono costanti. Occorre tempo. Lo stato incentiva il calcio».

Già direttore tecnico delle Milan Academy del Giappone, dell’Arabia Saudita, dell’India (al tempo del Covid) e attualmente di stanza in Kuwait concluse la carriera per la rottura della tibia. Come iniziò questa avventura?

«Fu l’amico Silvio Broli - che ho appena rivisto come il grande Carlo Bonomi - a convincermi ad allenare. All’epoca era responsabile del Milan academy international. E così ho iniziato a girare il mondo. Solo in Giappone ci sono stato 5 anni, un Paese meraviglioso».

Una scelta difficile per chi è sposato e padre di due gemelli, Francesco e Sofia, la quale ha studiato in Kuwait frequentando il liceo con l’importante appoggio della moglie Angelica. In Kuwait gestisce 500 ragazzi potendo contare su una schiera nutrita di collaboratori. Ma c’è nostalgia di casa?

«Presto due bresciani mi raggiungeranno. Ma la mia casa rimane sempre Brescia».

A proposito del Brescia. Che ne pensa dell’Union?

«Speriamo sia la stagione buona. Già la scorsa è stata importante, partendo da zero. Giuseppe Pasini può contare su una grande persona, Carlo Bonomi. Un mio caro amico e un grande conoscitore di calcio».

Cosa pensa della vicenda Pirlo-Nazionale?

«Uno schifo totale per come è stata gestita. Si doveva cambiare e si è tornati al punto di prima con una Nazionale da riformare. Maldini e Leonardo sono due grandi persone e uomini di calcio. Pirlo è stato un grande in campo e anche in panchina, e grande lo è stato in questi giorni. Peccato per lui e per la nazionale italiana».

È un calcio da guarire?

«Ricetta semplice. Meno schemi e più libertà ai giovani, senza aspettare che diventino grandi. E meno stranieri».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Sport

Calcio, basket, pallavolo, rugby, pallanuoto e tanto altro... Storie di sport, di sfide, di tifo. Biancoblù e non solo.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
Cosmo 2050 - Speciale eclissi di agostoCosmo 2050 - Speciale eclissi di agosto

Dove, a che ora e in che modo seguire i due grandi appuntamenti estivi.

SCOPRI DI PIÙ
Impara l’inglese in un meseImpara l’inglese in un mese

La nuova edizione in cinque volumi è in edicola con il GdB ogni giovedì fino al 20 agosto

SCOPRI DI PIÙ
Delitti Bresciani, il podcast del GdBDelitti Bresciani, il podcast del GdB

I grandi casi della cronaca nera e giudiziaria che hanno varcato i confini della provincia e sono diventati casi nazionali

ASCOLTA