Un piccolo pulpito di legno sospeso di fronte all’immensità del Garda, uno sguardo che si apre sul lago d’Idro, un bacino artificiale che per forme e colori ricorda quasi un fiordo. Ma non solo. Per trovare alcuni dei panorami più spettacolari a Brescia e provincia non è necessario fermarsi ai luoghi più conosciuti: basta spingersi un po’ più in là, addentrarsi nell’entroterra, salire lungo sentieri meno battuti o raggiungere angoli che spesso restano fuori dagli itinerari più frequentati. È qui che si aprono scorci inattesi e incantevoli, perfetti da osservare e fotografare.
Cima Comer

Bisogna salire sopra Gargnano, fino alla frazione di Sasso, e mettere in conto un po’ di fatica. Ma il premio è uno dei colpi d’occhio più impressionanti dell’Alto Garda. La Cima Comer raggiunge i 1.279 metri e, poco sotto la vetta, un piccolo belvedere in legno si protende verso il lago: davanti non ci sono quasi ostacoli, soltanto il blu del Garda che si allunga placidamente verso sud. Da Sasso si segue il sentiero 231; lungo il percorso è possibile fare una deviazione anche verso l’Eremo di San Valentino, incastonato nella roccia. Nel calendario 2026 Gargnano propone inoltre diverse escursioni guidate dedicate proprio alla Cima Comer. Qui la fotografia da scattare è quasi obbligata: il belvedere in primo piano e il lago che occupa tutto il resto dell’inquadratura.
I Colmi Sulzano

Sul lago d’Iseo esistono punti panoramici ben più famosi, ma quello dei Colmi, sopra Sulzano, ha il vantaggio di regalare una prospettiva insolita sul Sebino senza richiedere una vera ascensione. Il percorso parte da Santa Maria del Giogo, già di per sé una terrazza naturale sul lago, e segue i segnavia bianco-azzurri del 3V. In circa mezz’ora si raggiungono i Colmi, con Monte Isola al centro della scena, la Valle Camonica sullo sfondo e le montagne che chiudono l’orizzonte. Proseguendo si arriva fino alla Punta dell’Orto: l’intero itinerario indicato dal portale turistico ufficiale misura 3,5 chilometri, con circa 150 metri di dislivello positivo.
È uno di quei punti in cui basta cambiare leggermente posizione per avere fotografie completamente diverse: lo spettacolo del Sebino e di Monte Isola da una parte, la Val Trompia con le sue montagne dall’altra.
Rocca d’Anfo

Qui non è soltanto la vista a fare la fotografia. Sulla sponda occidentale del lago d’Idro, la Rocca d’Anfo occupa circa 50 ettari e sovrappone al paesaggio caserme, batterie, scalinate e fortificazioni costruite lungo il versante della montagna. Il risultato è un luogo in cui il lago compare continuamente tra mura e rocce, offrendo prospettive difficili da confondere con qualsiasi altro belvedere bresciano. Tra i punti del complesso c’è anche la Batteria Belvedere. Per la stagione 2026 la Rocca è aperta fino al 31 ottobre e può essere visitata attraverso itinerari guidati oppure, per una parte del complesso, con un percorso autonomo su prenotazione. La foto più scenografica? Quella in cui le fortificazioni seguono il fianco della montagna e il lago d’Idro compare molto più in basso, stretto tra le cime.
Lago di Valvestino

Niente vetta da conquistare questa volta. Il lago di Valvestino si scopre percorrendo la strada che attraversa l’entroterra tra il Garda e il lago d’Idro, e proprio il viaggio fa parte dell’esperienza. Il bacino artificiale, regolato dalla diga di Ponte Cola sul torrente Toscolano, disegna una successione di insenature strette tra pareti rocciose e montagne coperte di vegetazione. A rendere il paesaggio particolarmente fotografico sono anche i cambiamenti di colore dell’acqua, dall’azzurro più acceso dell’estate ai toni molto più profondi dei mesi freddi. Qui conviene non avere fretta: sono soprattutto gli scorci che si aprono improvvisamente lungo la strada e la comparsa della diga tra le montagne a regalare le immagini migliori.
Monte Dasdana

Per chi alle distese d’acqua preferisce crinali e panorami alpini, bisogna salire verso il Maniva. Il Monte Dasdana porta oltre quota duemila, in un paesaggio fatto di pascoli, rocce, strade d’alta montagna e tracce della storia militare del territorio. Nelle giornate limpide l’area del Maniva offre visuali che si spingono dalle cime dell’Adamello fino al Garda, mentre la rete di itinerari consente di scegliere camminate di difficoltà diversa. È il punto che più si discosta dagli altri quattro e proprio per questo completa bene la selezione: al posto del blu dei laghi, nell’inquadratura entrano creste sovrapposte, cielo e montagne.
Castello

E per chi vuole restare in città? Il classico resta il Castello, ma vale la pena cercare lo scatto muovendosi lungo le sue fortificazioni invece di fermarsi al primo affaccio sul Cidneo. Tra i punti dai quali osservare Brescia dall’alto ci sono la Torre Cortina e la Torre dei Francesi, entrambe raggiungibili nella parte sommitale e affacciate sulla città sottostante. Il Castello offre però numerose prospettive: dalle sue mura lo sguardo attraversa la città e, nelle giornate più limpide, può spingersi verso le valli bresciane, le Alpi e, se si è fortunati, la catena appenninica.



