Non serve andare nel New England o programmare un viaggio sulle Alpi per assistere allo spettacolo del foliage. Anche nel Bresciano, con l’arrivo dell’autunno, boschi, vigneti e parchi cambiano progressivamente aspetto, quando il verde lascia spazio al giallo, all’arancio, al rosso e al rame, trasformando per qualche settimana paesaggi familiari in scenari spettacolari. Per questo viaggio tra i colori dell’autunno si può partire praticamente dal centro città, per poi immergersi nei boschi di Cariadeghe, guardare dall’alto i vigneti della Franciacorta, passeggiare tra insolite conifere che perdono gli aghi e salire, infine, fino ai lariceti della Valle Camonica. Cinque luoghi diversi per scoprire il foliage a Brescia e provincia.
Castello e Montagnola
Il primo indirizzo è infatti il colle Cidneo, dove il verde che circonda il Castello cambia progressivamente tonalità e crea un suggestivo contrasto con le mura, i bastioni e gli scorci panoramici sulla città. Il consiglio è quello di non fermarsi però ai soli viali della fortezza. Sul versante settentrionale del colle si trova infatti il Giardino Botanico della Montagnola, un’area verde in cui tutelare la biodiversità, che conserva l’aspetto di un piccolo bosco urbano, con castagni, carpini e altre specie tipiche della vegetazione collinare bresciana. Una destinazione semplice (ma sconosciuta a tanti), ma non per questo meno efficace che si può raggiungere a piedi da via Pusterla o tramite la strada del soccorso in Castello.
L’Altopiano di Cariadeghe

Se l’immagine del foliage è quella di un sentiero coperto di foglie, con gli alberi che passano dal verde al giallo e al marrone, uno dei luoghi più adatti è certamente l’Altopiano di Cariadeghe, a Serle. Qui il paesaggio è quello caratteristico di un ambiente carsico, fatto di prati, doline, grotte e soprattutto boschi. Castagni, faggi, aceri, betulle, frassini e carpini contribuiscono in autunno a creare una tavolozza particolarmente ricca. Cariadeghe è anche una delle mete più semplici da adattare alle proprie esigenze: si può scegliere una passeggiata breve oppure percorrere itinerari più lunghi all’interno dell’altopiano, seguendo sempre le indicazioni Cai. E nelle giornate limpide d’autunno, quando l’aria diventa più fresca e il sottobosco si riempie di foglie, è probabilmente uno dei posti della provincia che più assomiglia all’immaginario classico del foliage.
Monte Orfano

Il foliage, però, non è soltanto questione di boschi. In Franciacorta l’autunno cambia il colore anche dei vigneti e uno dei punti migliori per osservarli dall’alto è il Monte Orfano. Da Rovato si può salire verso il Santuario della Madonna di Santo Stefano e il Convento dell’Annunciata, per poi proseguire lungo i sentieri del monte. Il panorama si apre sulla pianura e sulle colline della Franciacorta, dove dopo la vendemmia i filari cominciano progressivamente ad assumere sfumature gialle, aranciate e rossastre. Qui lo spettacolo è diverso da quello di un bosco fitto, ma a colpire è soprattutto il disegno del paesaggio, con le file ordinate delle vigne che seguono le ondulazioni del terreno e cambiano colore insieme alle macchie di vegetazione circostante. Un foliage decisamente più geometrico e particolare, ma non meno scenografico.
Bosco dei Taxodi
Per trovare uno dei paesaggi autunnali più particolari della provincia bisogna spostarsi invece a Paratico, sulle rive del lago d’Iseo. Qui si trova il Bosco dei Taxodi, un ambiente umido attraversato da passerelle in legno e popolato dagli alberi che gli danno il nome.

Ed è proprio il taxodio a rendere questo luogo particolarmente interessante in autunno. A prima vista potrebbe sembrare una normale conifera sempreverde, ma non lo è: il Taxodium distichum, conosciuto anche come cipresso calvo, è una conifera decidua. Prima di perdere gli aghi, quindi, la chioma cambia colore passando dal verde a tonalità aranciate, ramate e brune. Il risultato è un foliage molto diverso da quello dei boschi bresciani più noti.
Val Grande

Per chi vuole invece inseguire l’autunno in montagna, bisogna salire fino a Vezza d’Oglio e imboccare la Val Grande, una delle valli più suggestive dell’alta Valle Camonica. Qui a dominare il paesaggio sono anche i larici, protagonisti di uno dei cambiamenti di colore più spettacolari delle nostre montagne. Anche il larice, come il taxodio, infatti, è una conifera decidua: prima dell’inverno gli aghi diventano progressivamente gialli e dorati, fino a trasformare interi versanti in magnifiche palette.
Boschi, pascoli e baite rendono la Val Grande particolarmente scenografica e non è necessario percorrerla interamente per godersi il paesaggio. L’autunno porta con sé anche un altro appuntamento caratteristico della zona: tra settembre e ottobre nei boschi della valle si può ascoltare il bramito dei cervi durante la stagione degli amori. È probabilmente la meta più spettacolare tra le cinque proposte, ma anche quella in cui il momento giusto conta maggiormente: in montagna l’autunno arriva prima e il periodo di massima colorazione può essere relativamente breve.

Del resto, non esiste un unico momento perfetto per il foliage. Quota, esposizione, temperature e andamento della stagione fanno cambiare i colori in tempi diversi. Ed è forse proprio questo il bello: l’autunno bresciano può essere inseguito per settimane, partendo dai larici delle montagne e scendendo progressivamente verso boschi, colline e città.



