Un’ora per zittire chi lo ritiene non funzionale. Senza polemiche o gesti plateali, ma semplicemente mettendo sul terreno di gioco tutto il repertorio della casa. Il Rodrigo Palacio visto ieri sera è la risposta migliore a mesi di «punzecchiature» presidenziali più o meno dirette e tentativi di farlo passare per quello che non è: un giocatore finito. Gol e classe. Il campo non mente mai e l’ex Inter a 40 anni mette ancora in fila molti ventenni. Per giocate, dribbling, costanza, facilità di corsa, intelligenza tattica. E gol.
Sognando la doppia cifra
Con la doppietta contro Leali e compagni è arrivato a quota cinque in campionato con la maglia del Brescia, al suo primo torneo cadetto della carriera. E c’è chi in tribuna, dopo averlo applaudito all’uscita dal campo scandita da un’ovazione generale del Rigamonti con tanto di coro a decibel elevatissimi, è andato sul sito della Snai per scommettere sul traguardo finale in doppia cifra. Per ora Palacio ha segnato tante reti quanti Tramoni, per una sorta di staffetta generazionale tra il «vecchio» che non intende mollare e che non dà segni di cedimento e il «bambino» in rampa di lancio. Aveva già segnato ad Alessandria, poi in casa con il Como e nel 3-2 esterno al Menti di Vicenza.




