Giocare come se negli ultimi due anni si fosse sempre perso, perché quella fame, che pur non è mai sazia, sia ancor più forte. I modo tale da provare a regalare, a regalarsi un altro memorabile alloro.
Comincia venerdì alle 16, a Goteborg (Svezia), contro la Croazia (diretta Rai Due), il cammino dell’Italia femminile ai campionati europei di volley. E le azzurre, capitanate dalla centrale di Roncadelle Anna Danesi, proveranno ad inseguire l’unico oro che manca alla Nazionale di questo biennio leggendario dopo quello olimpico e Mondiale e che pur la bresciana, insieme ad altre compagne (tra cui la capitana Millenium Beatrice Parrocchiale) ha già vinto nel 2021.
Danesi, all’inizio del percorso che ha portato a questo Europeo il ct Julio Velasco ha detto «Dobbiamo immaginare di aver perso negli ultimi due anni»: vale dunque sempre il «Qui e ora» di olimpionica memoria?
«Sì, anche perché noi siamo una squadra che non si monta la testa, rimaniamo umili. Lui ci ha tenuto a precisare questa cosa, però siamo comunque atlete che giocano per arrivare sempre all’obiettivo, sappiamo che dobbiamo cancellare quanto fatto. E, come dico spesso, tutte le vittorie ci potranno aiutare nei momenti di difficoltà a ricordarci che a pallavolo sappiamo assolutamente giocare».
Come valuta l’avvicinamento a questo Europeo?
«Per me è stata un’estate diversa, più corta del solito con due mesi liberi, ma sento di essere arrivata preparata per la Vnl. Vero poi che in Nation’s League non abbiamo vinto l’oro, ma comunque una medaglia ce la siamo portata a casa e anche il torneo in Polonia è andato bene: direi che siamo pronte per giocarci l’Europeo».
A proposito di Vnl, cosa vi ha lasciato l’esperienza?
«Spunti su cui lavorare. Ci ha fatto capire che dobbiamo sempre stare sul pezzo, perché ci sono squadre che stanno crescendo di continuo e che giocano sempre bene; non che prima non lo sapessimo, però forse il fatto di non aver raggiunto la finale per l’oro in una competizione per la prima volta in due anni ha fatto suonare di nuovo il campanellino d’allarme e ci ha ricordato che in tutte le cose dobbiamo mettere massima concentrazione e attenzione. Non che prima non lo facessimo però, insomma, ci ha fatto risvegliare, mettiamola così».
Tornando agli Europei, come andrà affrontata la Pool D e quali sono, guardando avanti, le avversarie che teme di più?
«Senza sottovalutare alcuno, credo che il girone ci permetterà di prendere il ritmo gara in vista poi delle sfide che ci aspettano nelle eliminatorie e, si spera, in Turchia (sede delle finali, ndr). Guardando avanti, indubbiamente vedo proprio Turchia e Serbia come quelle a cui prestare maggiore attenzione, perché sono davvero molto, molto forti».
Risposta scontata, ma domanda d’obbligo: con che ambizione affronta la competizione?
«Ovviamente quella di riuscire a portare a casa la medaglia più prestigiosa! Con la squadra vorrebbe dire chiudere questi anni con qualcosa che ci manca, dopo aver vinto Mondiale, Olimpiadi e Vnl. So che qualcuna di noi, tra cui la sottoscritta, questo oro l’ha conquistato nel 2021, però, vincerlo con questa Nazionale sarebbe l’ennesimo traguardo e ci darebbe molta fiducia per gli anni successivi. Poi avremmo pure il pass per Los Angeles, per le Olimpiadi, che è ancor più importante».
Avete chiuso lo scorso Europeo quarte, quel che è successo dopo lo sappiamo tutti. Oggi che Italia ci arriva: sempre la squadra da battere?
«Direi piuttosto che siamo tra le squadre da battere, ma quella di oggi è un’Italia comunque consapevole dei propri mezzi e che ha voglia di lottare per ottenere l’obiettivo».
Da capitana, cosa dirà alla squadra all’inizio di questa avventura?
«Di divertirsi, perché questa è l’ennesima competizione in cui possiamo far vivere emozioni importanti a noi stesse, ma anche a chi ci seguirà. Avremo sì momenti di difficoltà, ma sono convinta che ne usciremo bene».



