«Ho iniziato a giocare a pallavolo a quattro anni, secondo me neanche quella bimba crederebbe ora a quello che sto riuscendo a fare». In effetti scendere in campo con il proprio idolo e debuttare nel campionato più bello del mondo, e poi con lei alzare pure al cielo trofei fa correre il cuore solo a pensarci. Eppure la bresciana Elena Arici, libero del 2007, che i primi bagher li ha fatti con Bedizzole prima di approdare all’Imoco Next Gen e che oggi veste la maglia di Conegliano, tutto questo lo sta vivendo davvero.
Sabato ha vinto la Supercoppa, contro Scandicci della navense Sara Alberti. «È stata un’emozione indescrivibile – ammette Arici - la prima, vera tappa importante di questa stagione. Avevo già partecipato alla competizione quando ero nel giovanile, ma allora mi sentivo ragazza aggregata al gruppo; averla rigiocata ora facendo però parte della squadra e potendo addirittura entrare in campo è qualcosa di unico».
Ciò arriva dopo l’esordio del 4 ottobre nella massima serie: «Mi ricorderò a vita di quella partita: debuttare in A1, al PalaVerde, credo sia il sogno di tantissimi, di certo era il mio. Lì ho realizzato di essere nella squadra tra le più forti al mondo, a fianco di fuoriclasse». In una compagine zuppa di stelle, lei, che già aveva avuto la fortuna di essere vice di Parrocchiale, ora lo è di una leggenda come De Gennaro: «Sono molto fortunata, le ho sempre guardate in tv. Quando ho cominciato ad allenarmi con loro faticavo a crederci. Monica è il mio idolo, avere un fenomeno così davanti è possibilità rara; devi cercare di apprendere più che puoi, anche solo guardandola, vedere come si comporta dentro e fuori dal campo. Con tutte le competizioni e le finali giocate, con quello che ha vinto, è sempre lì, cerca di fare ogni volta di più: credo non ci sia qualcuno migliore di lei per poter imparare. È un’ispirazione».
Solo qualche mese fa la bedizzolese aveva conquistato la A1 con la Valsabbina, il salto che ne è seguito è stato più che triplo: «Ringrazierò per sempre Brescia, credo che sia anche per aver potuto giocare tantissimo se è arrivata la possibilità con l’Imoco. All’inizio ero molto spaventata, ora quell’ansia da prestazione è diminuita. Sto vivendo un sogno, sono al fianco di campionesse olimpiche, del mondo. L’imperativo è ascoltare tutto, guardare ciò che fanno. Voglio migliorare per poter stare al loro livello, e arrivare in futuro a essere titolare in serie A. Il mio altro sogno poi è essere chiamata almeno una volta in Nazionale».



