Gli ultimi palloni nel nostro campionato Camilla Mingardi, di ruolo opposta, li ha messi a terra con la maglia di Scandicci, un anno e mezzo fa, nella bolgia di Assago, davanti a cinquemila spettatori. Lei sola (con 11 punti) a dare una mano ad Antropova nel tentativo di strappare al Vero Volley – senza esito – la qualificazione alla finale play off, poi persa dalle milanesi contro Conegliano. Dopo quella partita, la fortissima giocatrice bresciana, che ha debuttato in serie A1 a soli 17 anni con la maglia del Flero, poteva andare dove voleva, richiestissima da almeno metà delle squadre del nostro campionato (e non solo), come del resto le era sempre successo nelle precedenti stagioni.
In Asia
E invece si è lanciata in un’altra sfida, la più sorprendente di tutte. «Da anni mi attirava il Giappone. Non solo per l’arte, la cultura, la tradizione dello splendido popolo giapponese – racconta –, ma anche perché si può imparare molto dalla loro pallavolo. Si lavora tantissimo sulla tecnica, la palla non cade mai a terra e le partite durano molto più che in Europa, dove ciò che conta è la potenza atletica. E io sentivo di dover migliorare ancora in fase difensiva».
Una scelta spiazzante dopo essere stata tra le migliori giocatrici del campionato italiano 2024-2025, ma in linea con l’umiltà che, come spesso succede, accompagna il talento delle grandi atlete. Nella carriera come nella vita Camilla, che tra pochi giorni compirà 29 anni, non ha mai vissuto di rendita, attratta sempre da nuove esperienze, col dono particolare di inserirsi subito e poi di farsi rimpiangere.

A Busto Arsizio
Significativo il biennio 2020-2022, trascorso a Busto Arsizio, quello che l’ha lanciata nel firmamento del nostro volley. Qui, appena arrivata in piena era Covid, si è subito distinta in Supercoppa italiana, miglior marcatrice delle sue (9 punti) nella finale persa contro Conegliano. E all’esordio in campionato contro Monza la nostra Camilla fu semplicemente eroica (23 punti col 42%), chiudendo il terzo set col punto vincente del 25-21 prima di farsi fasciare la caviglia per una distorsione.
Il trasferimento
Un impatto devastante, che l’ha resa beniamina dei tifosi quando, dalla stagione successiva, finalmente si riaprirono le porte dei palazzetti chiusi dall’emergenza sanitaria. Titolare inamovibile, Mingardi lasciò Busto Arsizio dopo averla condotta ai play off. Impossibile che il suo valore venisse ignorato dai grandi club. Così eccola a Scandicci, in teoria per fare la riserva, nello squadrone di Antropova, Zhu Ting e Sorokaite. Invece Camilla entrava sempre, e si è tolta anche la soddisfazione di vincere la coppa Cev 2023 assieme a un’altra bresciana, la centrale Sara Alberti.
Proprio mentre era in rampa di lancio, eccola a Vallefoglia, per rimettersi in discussione in una società con meno ambizioni, ma che comunque portò ai play off. Poi, un segnale importante. «Alla fine di quel torneo mi concessi una breve esperienza nel club indonesiano Gresik Petrokimia, già allora incuriosita dal mondo orientale. Me ne tornai a Scandicci, però sentivo che quella oltreconfine non era stata un’esperienza episodica. E quando è maturata la prospettiva di difendere i colori del Victorina Kimeji, non me la sono fatta scappare».

Un nuovo mondo
Camilla è letteralmente conquistata dall’esperienza in Giappone. «Ti accorgi che un altro mondo è possibile, completamente diverso dal nostro. Vivi tranquilla in un contesto di accoglienza e di educazione e ti senti protetta in ogni fase della tua giornata. Il primo mese mi seguì il mio fidanzato, poi ho imparato a cavarmela da sola, imparando qualche parola di giapponese, anche perché – sospira – ho un interprete che parla male l’inglese». Fra i tanti episodi significativi, l’esperienza di un iPad dimenticato in aereo durante una trasferta. «Andai nel panico, mi affrettai a denunciarne la scomparsa, non ce ne fu bisogno. La compagnia aerea si era già affrettata a spedirmelo a casa».
La scorsa stagione si è conclusa col quarto posto. L’ambizione, quest’anno, è migliorarsi ancora. Fra i progetti, anche quello di tornare prima o poi in Italia. «Seguo il campionato e ho accolto con entusiasmo il ritorno in A1 della Millenium. Tra l’altro i miei genitori erano al PalaGeorge il giorno della finale vinta contro Padova. Ho un forte legame con la famiglia Catania, cui rivolgo i miei migliori auguri per un felice esito del torneo». E chissà che un giorno Camilla Mingardi non decida di tornare a giocare a casa sua.



