Ebbene sì: Pippo Inzaghi promesso sposo del Brescia per il 2021-2022. Gli indizi che avevamo raccolto per titolare ieri che «Cellino è sempre più su Inzaghi» nella giornata di ieri sono diventati qualche cosa di più. Al punto da poter dire che le riserve sono sciolte e che il Brescia ha fatto la sua scelta: Pippo Inzaghi. E che viceversa, soprattutto a questo punto, Pippo Inzaghi ha scelto il Brescia. Lo stato di quanto riportiamo in questa sede è ufficioso, ma quel che possiamo raccontare unendo tanti puntini è che nelle scorse ore c’è stata un’accelerata improvvisa e la situazione si è sbloccata: tra le parti è stato stabilito il contatto decisivo e Inzaghi ha dato a Cellino il suo sì al progetto Brescia.
Che ancora non vuol dire dunque nero su bianco: se tutti i dettagli mancanti per arrivare a siglare definitivamente l’intesa andranno al loro posto come da «scaletta» che gli attori si sono prefissati, al tavolo con la biro in mano Inzaghi si siederà presumibilmente a metà settimana. Forse mercoledì. Si pensava che per sciogliere le riserve sul nome di colui che occuperà la panchina delle rondinelle la prossima stagione sarebbero servite le 48 del fine settimana. E invece... Al termine di un corteggiamento serrato, di un dialogo che per settimane a quanto si apprende è stato tanto discreto quanto molto intenso tra le parti, è arrivato l’atteso sì a voce di Pippo Inzaghi. È doveroso precisare che sia il club che Inzaghi e il suo entourage mantengono il riserbo strettissimo: tutti si sono dati la consegna del silenzio. Ma viaggiando per altre strade, le conferme non mancano.
Ma un conto è pensare a Inzaghi, un altro è trovare la quadra per convincerlo nonostante il tecnico arrivi da una stagione chiusa con una tanto cocente quanto incredibile retrocessione dalla serie A con il Benevento: Pippo resta un profilo di alto livello. Per i tanti dubbi che c’erano - pareva persino un azzardo - mentre il presidente del Brescia portava avanti la sua personale partita per la panchina, al neo diesse Gemmi era stato dato il mandato di aprire altre piste. Ma trattando serratamente con l’agente bresciano di Inzaghi, Tullio Tinti, e parlando qualche volta al telefono con lo stesso allenatore, Cellino è riuscito a portare la barca nel porto tecnico che aveva immaginato. Superando a quanto pare scogli di tutti i tipi. A partire da quelli economici considerando che Pippo viaggia a cifre importanti e che il Brescia sotto contratto ha tre allenatori.
C’era poi il nodo dei collaboratori tecnici: Inzaghi a Benevento aveva uno staff di sette persone. Si sa che Cellino è «allergico» al personale che gli allenatori si portano al seguito e che preferisce affiancare loro personale della società. Possibile sia stato trovato un compromesso. Difficile tuttavia pensare che Inzaghi rinunci a portare con sé perlomeno il vice e i preparatori di fiducia. Ma questi, al pari della durata del contratto, saranno dettagli da scoprire non appena tutti saranno pronti per uscire allo scoperto e quindi concretizzare (visto quel che è accaduto in questa pazza estate sul fronte allenatori meglio aspettare il «pezzo di carta»...) la fumata bianca di ieri. Di sicuro però questa giocata di Cellino, dando per scontato che per accettare, Inzaghi avrà chiesto determinate garanzie tecniche, indica una volontà di rilancio ad altissima quota. Un rilancio da Brescia per tornare sotto i riflettori.




