Brescia, nell’intrigo della panchina spunta pure Pippo Inzaghi

Lo scorrere lento delle giornate, il silenzio a oltranza, la lontananza fisica: tutto fa pensare che non ci sia una strategia. Ma quando di mezzo c’è Massimo Cellino, poco è come sembra e spesso finisce per essere vero il contrario. E c’è da augurarsi che sia così anche in questo caso, col Brescia che ancora deve sciogliere il nodo panchina. È passata una settimana esatta dal divorzio ufficiale con Pep Clotet. Una separazione che ha lasciato nel presidente del Brescia più amarezza di quanto la «facciata» non dica e la verità è che se anche i sondaggi con altri allenatori erano iniziati per tempo, una speranza di ricomporre e dare continuità almeno fino a un certo punto c’era stata.
L’addio col catalano non è stato un fulmine a ciel sereno, ma in qualche modo è riuscito comunque a essere spiazzante. Nella questione tecnica, il punto di partenza è che Cellino ha avocato a sé la scelta del nome del successore di Clotet. Il presidente del Brescia a quanto dicono i fatti vuole pensarci molto bene e lui stesso non esclude nulla. Sulla decisione da prendere - che non potrà tardare ancora moltissimo - pesano molti fattori, compresi (o prima di tutto) quelli economici. Pesano tre tecnici ancora a contratto, pesa la difficoltà nella ricerca del nuovo main sponsor, pesa il non poter ancora pianificare una campagna abbonamenti, pesa l’incertezza sul riscatto di Tonali da parte del Milan (un riscatto che ci sarà, ma a condizioni diverse dalle pattuite)... Insomma, tra errori del passato che arrivano a presentare il conto e altre variabili non pronosticabili, c’è di che riflettere per bene.
I profili. Cellino è volato a Londra insieme ai suoi pensieri. Che da ieri comprendono anche un’idea/suggestione riconducibile al nome di Pippo Inzaghi: giovane, ambizioso, esperto (e praticante un gioco che parte dalla difesa a quattro, requisito indispensabile nei curricula esaminati...) e in cerca di una nuova avventura dalla quale ripartire dopo la cocente delusione per la retrocessione col Benevento. Inzaghi nuovo nome forte (insieme a quello di Fabio Liverani, ancora sotto contratto con il Parma) dunque. Ma come detto, non è ancora il momento di escludere alcuna pista: non per una questione di «comodo», ma perché realmente è così. Cellino le sta ancora pensando tutte con il nome di Daniele Gastaldello sempre sullo sfondo: probabilmente, rientrati i malumori nei suoi confronti, Gastaldello sarebbe già il prescelto se avesse il patentino. Che però non ha: ecco perché l’ipotesi dell’ex capitano con un tutor (Delneri? Pulga?) sarà l’extrema ratio se nessun’altra soluzione (attenzione anche a considerare impossibile una richiamata di Lopez...) per un motivo o per l’altro verrà giudicata percorribile. A Londra Cellino ha svariati appuntamenti: anche per visionare un allenatore, un mister X. Perché l’idea di scovare un nuovo Clotet non dispiace al presidente.
E la pista dell’emergente dalla C? Buona pure quella. Erano già emerse le candidature di Francesco Modesto (promesso sposo del Crotone) e Fabio Caserta (vicino al Benevento): ora c’è pure un pensiero per Massimo Pavanel (nel mirino della Spal) che alla guida della FeralpiSalò sta facendo benissimo. Pavanel ha tra l’altro un legame con il ds del Brescia Gemmi col quale lavorò nel vivaio del Verona ma soprattutto in LegaPro ad Arezzo.
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