Un gol nelle ultime tre partite è un fatturato che ha tolto al Brescia non solo il primato in classifica, ma anche il titolo di squadra più prolifica del campionato. Domenica è stato certificato il sorpasso del Lecce con 29 reti, contro le 27 dei biancoblù. È un problema sistemico, ed è al contempo una questione di singoli. Fatto sta che l’ultimo gol su azione «pura» risale all’81’ del 20 novembre (Bertagnoli al Menti di Vicenza), mentre il colpo di testa di Cistana a Parma è nato sugli sviluppi immediati di un calcio d’angolo. Capire perché una squadra non segni, o - meglio - abbia smesso di farlo nell’ultimo periodo, dopo un inizio di stagione roboante, non è questione da poco.
Il Brescia e gli attaccanti da ritrovare
Nella perdita del primato offensivo delle rondinelle pesa l’attuale scarso apporto delle punte: Bajic a secco da oltre 2 mesi

Giornalista

Riad Bajic a secco dalla gara contro il Como - Foto © www.giornaledibrescia.it
Nelle ultime due uscite casalinghe con Pisa e Monza (due sconfitte, zero gol fatti) ha inciso in parte lo spaesamento tattico generato dai cambi di modulo. Il risultato: Brescia mai veramente pericoloso in 180 minuti. Zero tiri contro i toscani, pochissime conclusioni domenica scorsa. Le responsabilità non possono gravare solo sui centravanti e su chi li ha supportati. Chi giostra in attacco è generalmente pericoloso quando riceve una mole di palloni sufficiente. E così, recentemente, non è stato. È un po’ il «paradigma Balotelli al Brescia».
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