Un ultimo oro per suggellare un’edizione da record. I Giochi del Mediterraneo sono andati in archivio ieri e un’edizione superlativa si è conclusa ieri allo stadio Iacovone di Taranto nel segno di Brescia: dopo il trionfo in vasca della pallanuoto con il bresciano Alessandro Balzarini, è stato proprio un rappresentante del Settebello, il capitano Francesco Condemi, a fare da portabandiera azzurro insieme ad un’altra bresciana, la ginnasta Angela Andreoli.
Giornata conclusiva
Il tripudio per la nazionale di Sandro Campagna arriva in una piscina stracolma, in cui l’Italia batte 18-12 il Montenegro. Nella festa tricolore trova spazio anche il centrovasca Alessandro Balzarini, cittadino classe 2003 appena passato dall’An al Posillipo, autore di un gol nella gara decisiva.
È il settimo trionfo della squadra maschile di pallanuoto ai Giochi del Mediterraneo, ma l’ultimo risaliva addirittura all’edizione di Linguadoca-Rossiglione 1993, quando il ct era in acqua. La dice lunga sulla profondità del movimento azzurro, che lascia Taranto con 224 medaglie (74 ori, 78 argenti e 72 bronzi), stracciando letteralmente il precedente record di Bari 1997 (193 podi).
La provincia c’è
Numeri impressionanti a cui contribuisce anche Brescia, che lascia Taranto con cinque medaglie: due ori, altrettanti argenti e un bronzo.
Oltre a quello di Balzarini nella pallanuoto, l’altra medaglia d’oro porta la firma di Sofia Ghilardi, che non ha potuto prendere parte alla finale della squadra di pallamano femminile contro la Tunisia dopo aver trascinata per tutta la durata del torneo.
Gli altri tre podi vengono dall’atletica leggera. Elena Carraro ha avuto il merito di rompere il ghiaccio nei 100 ostacoli arrivando dietro alla compagna Celeste Polzonetti. È d’argento anche Alessandra Bonora, seconda nei 400 metri davanti alla connazionale Alice Mangione. Ed è di bronzo anche Christian Falocchi, che ha preso parte alla festa del capitano Gianmarco Tamberi nel salto in alto. Tre medaglie, le prime individuali a livello assoluto per tre rappresentanti di un movimento che a Taranto ha mostrato anche volti nuovi dopo i trionfi europei.




