Sabato parte dal Principato di Monaco - casa fiscale di molti ciclisti e sportivi di primissima fascia - l’81esima edizione della Vuelta di Spagna, terzo grande giro della stagione dopo quello d’Italia e il Tour de France. Per il bresciano Walter Calzoni sarà la prima grande corsa a tappe alla sua quarta stagione da professionista, sempre nel team di passaporto svizzero Q36.5 che oggi come primo nome ha il brand italiano di biciclette Pinarello.
A convincere i suoi tecnici a schierarlo per la prima volta in una grande corsa di tre settimane sono state le prestazioni del camuno in questa stagione, ovvero un sesto posto al Giro d’Ungheria, un settimo al Sibiu Tour ma soprattutto la vittoria della maglia a pois di miglior scalatore al Giro di Polonia, gara di World Tour conclusasi da pochi giorni.
«Questa stagione sto andando abbastanza bene, ma voglio ancora migliorare», dice il 25enne di Sellero cresciuto ciclisticamente da dilettante con la formazione bresciana della Delio Gallina Lucchini Ecotek.
Ha paura di affrontare un tour di tre settimane?
«Niente affatto, sono curioso però di vedere come risponderà il mio fisico alla terza settimana».
Cosa è cambiato in questa stagione che la rivede nuovamente su buoni livelli?
«Ho cambiato preparatore e con questo maggiormente in sintonia, poi in squadra mi segue il direttore sportivo Brambilla, con cui mi trovo molto bene».
Quando lei è scattato in Polonia nella penultima tappa ha pensato di farsi un bel regalo di compleanno?
«Non sono andato in fuga per quello, cercavo una vittoria di tappa, ma già che c’ero ho sprintato in tutti i Gpm che potevo e ho vinto la maglia a pois blu di miglior scalatore della corsa».

La festa di compleanno quindi l’avete fatta con la squadra in seguito?
«Si - sorride - ed erano tutti contenti».
È in scadenza di contratto, ci sono novità per il prossimo anno?
«Penso di restare ancora in questo team in cui mi trovo bene».
Torniamo alla Vuelta che parte sabato. Quali sono i suoi obiettivi?
«In squadra non abbiamo un capitano designato per fare classifica, saremo tutti più o meno battitori liberi, in grado di giocarci le nostre carte. Da parte mia cercherò di infilarmi in qualche fuga. Però...».
Però cosa?
«In teoria nel disegno di questa Vuelta ci sono almeno una decina di tappe che si prestano alla fuga. Ma tutto dipende da quel supercampione che risponde al nome di Pogacar. Le occasioni di fuga che potranno andare in porto presumo saranno molte meno».
La presenza di Pogacar sarà una variabile in grado di condizionare e non poco lo svolgimento di questa Vuelta. Se lo sloveno vorrà fare il cannibale, ai comprimari resteranno solo le briciole. Ma è anche uno dei motivi di interesse di questa corsa. Calzoni potrà competere per la maglia bianca di miglior giovane, ma avrà tanti concorrenti.




