Non può dirsi soddisfatto per come è andata in Canada il pro bresciano Christian Scaroni, vuoi per il risultato, vuoi per un piano tattico che non è andato come previsto.
Potevate fare qualcosa in più?
«Potevo ambire forse a qualcosa in più, ma abbiamo fatto il nostro dovere rispettando le consegne del nostro ct. Giulio Ciccone ha dimostrato che fisicamente era quello che stava meglio nella nostra squadra, giusto che avesse i gradi di capitano. Abbiamo provato a muovere la corsa quando mancavano 7 giri al termine. Mi sono mosso con Pellizzari, poi lo scatto in contropiede di Van Aert ha scompaginato i piani. A quel punto abbiamo cercato di eliminare il gap e lo sforzo per rientrare ha tagliato un po’ le gambe a me e Piganzoli quando mancavano ormai due giri alla fine».
Risultato giusto per la Nazionale azzurra?
«No, ci meritavamo qualcosa in più del nono posto raccolto da Ciccone. Comunque Ciccone ha meritato tutto il nostro supporto, poteva giocarsi una medaglia».
E il suo bilancio personale?
«Positivo, sono contento di essere stato nel vivo della corsa, era il mio primo Mondiale da pro, non era affatto scontato visto il livello altissimo dei partecipanti. Mi spiace di non aver colto un migliore piazzamento ma quando si è in Nazionale conta il lavoro a favore della squadra».
Archiviato il Mondiale c’è un campionato europeo a cui pensare. Non avrà il fascino dell’iride, ma è comunque un titolo pesante. Con che spirito si avvicina a questa gara?
«Senz’altro l’Europeo, questo Europeo in particolare, per caratteristiche tecniche si addice molto di più alle mie doti. Avrò probabilmente il ruolo di doppia punta e senza dubbio posso ambire ad un risultato diverso».
Perché è diverso dal Mondiale?
«Per tante ragioni, la distanza, non supera i 200 km, i partecipanti, ci sarà Evenepoel ma non Seixas e neppure Van der Poel o Van Aert, la salita del circuito, 2 km a quasi l’11% ».
Quindi?
«Dò appuntamento a tutti i miei tifosi all’Europeo, dopo il 4° dello scorso anno, voglio almeno il podio».




