Ciclismo

Ciclismo, Scaroni: «Un orgoglio correre contro i più forti di sempre»

Il bresciano è reduce dal quarto posto all’Europeo con i gradi di capitano: «Ora il Lombardia: non è la gara ideale per me, ma voglio mettermi alla prova»
Scaroni in azione durante l'Europeo
Scaroni in azione durante l'Europeo
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Normalmente quando si termina al quarto posto una grande corsa come un campionato europeo prevale il rammarico anziché le soddisfazioni. Non è il caso stavolta di Christian Scaroni, il bresciano che ha vestito per una volta i panni del capitano azzurro e ha cercato per qualche chilometro di tener testa al fenomenale Tadej Pogacar, vincente come non mai in questa stagione, e ad un altrettanto stratosferico Remco Evenepoel, per poi cedere all’ultimo la medaglia di bronzo alla giovane promessa del ciclismo francese, Seixas, vincitore quest’anno del Tour de l’Avenir.

«Sono orgoglioso di aver corso contro questi campioni con la maglia azzurra e i gradi di capitano – racconta il 27enne di Botticino –. Un giorno potrò dire di aver sfidato il più grande ciclista di sempre, di avergli tenuto testa per qualche chilometro e lo stesso si può dire di Remco, ugualmente un fenomeno che nella gara di domenica ci ha messo alla frusta con le sue accelerate. E pretendeva che gli dessimo il cambio per inseguire Pogacar. Ma noi umani eravamo già al limite».

Salire su questo podio avrebbe consacrato definitivamente la sua carriera?

«Mi avrebbe certamente fatto piacere, ma reggere il ritmo di Tadej era impossibile, gli stessi tecnici azzurri mi hanno sconsigliato vivamente di provare a stargli a ruota per non andare fuori giri. Quanto alla mia carriera, solitamente la maturazione di un ciclista avviene attorno ai 27 anni e per me devo dire non ha fatto eccezione. Ho ottenuto dei buoni risultati ad inizio stagione e questo mi ha dato fiducia nelle mie possibilità».

La sua esplosione è avvenuta quest’anno, ma non è stato semplice.

«Vero, se penso che ho passato anni difficili. Specialmente il 2022, correvo per la Gazprom, poi d’improvviso mi sono trovato senza squadra e contratto, poi ho corso e vinto con la Nazionale italiana delle gare minori in Italia (Adriatica Ionica, ndr) e ottenuto a fine anno il contratto con l’Astana. E assicuro che quando tocchi il fondo vincere è come toccare il cielo con un dito».

Adesso dove vuole o può arrivare Scaroni?

«Pensiamo per ora alle prossime gare. Dopo il Giro d’Italia l’Europeo era fra gli obiettivi di questa stagione insieme al Lombardia, la classica Monumento che si corre sabato. Non sono mai arrivato nelle giuste condizioni per essere competitivo in questa corsa che mi piace un sacco ma forse è troppo dura per le mie caratteristiche. Le salite sono mediamente troppo lunghe. Ma quest’anno ho l’occasione di testarmi e capire se nelle prossime stagioni posso competere per vincere una classica. Certo sabato mi troverò ancora di fronte quei fenomeni...».

E per il futuro?

«Sto imparando a competere quando fa molto caldo (rendo al meglio alle basse temperature) perché mi intriga poter correre il Tour de France, il palcoscenico principale oggi per un ciclista. Chissà che la prossima stagione si possa già realizzare questo sogno».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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