Brescia, il secondo posto è servito con lode

Mano all’agenda e/o alle note del telefono del mese di maggio e provvedere a bloccare le date del 17 e del 20 maggio: c’è da andare ai play off da secondi.
Con chi lo scopriremo, a seconda di come si snoderà il perverso percorso del post season di serie C: nel frattempo, prendiamo e mettiamo via il secondo posto in regular season L’obiettivo minimo, e a lungo in bilico, che il Brescia si era dato è stato centrato alla trentottesima, sul terreno di Monza contro l’Inter Under 23. Alla fine è maturato ben più del punto che serviva alla vigilia per rendersi indipendenti dai risultati altrui: è arrivata una vittoria (fuori casa mancava dal 2 febbraio) firmata da Crespi (metà del merito va attribuito a Boci), ma sarebbe bastata persino una... sconfitta alla luce del clamoroso auto sabotaggio del Lecco affondato 3-0 con la Pergolettese già salva e che così ha chiuso addirittura quarto.
La squadra di Corini ha invece chiuso i battenti del primo tempo del campionato congedando il suo pubblico - purtroppo tutti sul divano, tranne 33 non residenti in provincia che ieri erano sugli spalti - con una partita, come richiesto, di livello sul piano generale. Certamente molto seria. Davvero nulla da dire.
Sul piano particolare invece, restano ancora una volta «qui» le tante opportunità sotto porta che non si sono concretizzate in altro. Si va da Prestìa che anticipa Crespi di un nonnulla su delizioso cross di De Maria, passando per una rete di Crespi, lanciato da Rizzo, annullata per un fuorigioco poco più che millimetrico arrivando a una traversa ancora di Crespi su gran palla di Balestrero. E poi, che chance per Marras su altro cioccolatino di De Maria: Melgrati super su conclusione al volo. Tutto questo solo nel primo tempo.
Mentre nel secondo grida ancora vendetta un palo colpito a porta vuota, in tutta comodità, da Balestrero servito da Crespi. Una mole indigeribile di niente di fatto il cui antidoto a mò di citrosodina, è stato nel settimo gol (in 14 partite) di Crespi che ha appoggiato facile facile in rete su «furto» di palla di Boci (stile Mercati con la Dolomiti) a Kamate in area. Eravamo al 22’ della ripresa.
Rovescio della medaglia
Se la mancanza di praticità negli ultimi metri resta il tema scottante, vale comunque la pena di soffermarsi sull’ermetismo, «corrente» difensiva alla quale il Brescia ha convintamente aderito avendo inanellato con ieri sera qualcosa come 18 partite senza aver subìto gol. Merito (anche) di Gori (ha eguagliato il record personale di tabellini «puliti») al quale, va detto, non è mancato il lavoro a Monza. Anzi, già dopo 6’ s’era dovuto superare su una girata di Berenbruch (poco dopo fastidioso con una conclusione a fil di palo) mentre al 36’ era stato chiamato a distendersi su conclusione da fuori di Kaczmarski. La chiosa personale, un intercetto di mani su conclusione forte (ma centrale di Kamate) prima di rabbrividire su una traversa di Zuberek che sarebbe potuta diventare l’1-1.
Un resoconto di occasioni, errori, gesti tecnici e interventi - con l’aggiunta di un sospetto rigore su Crespi - che definisce i contorni di quella che è stata una partita anche divertente, sebbene giocata in un clima oratoriale: 534 spettatori in uno stadio da 18-20.000.
Condotta
La realtà è che il Brescia, a parte i gol e a parte aver concesso qualcosina di troppo, non ha sbagliato la condotta di una partita cavalcata soprattutto a sinistra: laddove c’era la fragilità nerazzurra e laddove c’era linfa. Gara esemplare anche dal punto di vista della disciplina: nessuno dei tre diffidati è stato ammonito e ora tutto s’azzera. Non solo: uno di questi tre era un Mercati che, tornato titolare dopo tento immemore, ha regolato un’ora da stantuffo tuttofare che in accoppiata con Mallamo ben promette. Tante altre sarebbero le menzioni da fare tra un Marras sempre più efficace (e non incasellabile come ruolo) e un Crespi tirato a lucido. Non è stato tutto qui, ma finiamo qui. Per ricominciare. Da secondi.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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