Calcio

Brescia a secco da due gare: per ripartire serve ritrovare il gol

Solo una volta l’Union non era andata a segno per 180’: di lì a poco Diana venne esonerato. Il reparto è in difficoltà, ma è questione soprattutto di atteggiamento tattico
Denis Cazzadori, attaccante del Brescia - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
Denis Cazzadori, attaccante del Brescia - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
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Il doppio zero che incornicia il momentaccio del Brescia ha un precedente: non è una perturbante novità, semmai una spia in più accesa sul cruscotto. L’Union non restava a secco di gol per due gare consecutive da novembre, tra l’inaspettato scivolone con l’Alcione e l’inzuppato 0-0 nel derby con l’Ospitaletto. A qualche mese di distanza è accaduta esattamente la stessa cosa: ko nell’infrasettimanale con l’AlbinoLeffe, e poi un pareggio senza reti nel quale è stata l’avversaria (in questo caso la Triestina) a compiere qualche passo in più verso l’idea di vincerla.

Allora il Brescia era nell’occhio del ciclone, vicinissimo al punto di rottura (la sconfitta col Lumezzane, costata l’esonero a Diana). Oggi il contesto è diverso: c’è un allenatore attorno al quale si è deciso di costruire un progetto di risalita a lunga gittata, con la volontà ampiamente sdoganata di bruciare le tappe già quest’anno. Non c’è insomma l’aria da ultimatum che si respirava mesi fa.

Il sorpasso

Cazzadori si rammarica per un'occasione sprecata con la Triestina - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
Cazzadori si rammarica per un'occasione sprecata con la Triestina - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it

A unire i due momenti è l’involuzione che la squadra ha avuto sul piano offensivo. Intanto nei dati: nelle ultime due l’indice dei gol attesi ha oscillato tra l’1.01 di Zanica e l’1.04 di sabato (fonte Sofascore). Non siamo distanti dai peggiori xG che il Brescia di Corini ha registrato contro Novara (0.42), Pro Vercelli (0.68) e Trento (0.96).

A proposito di Trento: la scheggia impazzita del girone A, che sogna il sorpasso al secondo posto sull’Union, ne ha già effettuato uno proprio nella classifica dei gol segnati. Il Brescia, che fino a una dozzina di giorni fa poteva almeno fregiarsi di essere primo tra gli «umani» (pure qui il Vicenza, a quota 54, viaggia ad alti ritmi), si è impantanato a 43 reti. Il Trento ne ha ora 46.

Singoli e alternative

Le difficoltà sono circoscritte allo spicchio più recente di calendario, perché tra Lecco e Pro Patria l’Union era stata in grado di segnare sei gol. Crespi si era presentato con quattro centri nelle prime cinque gare biancazzurre, ora è fermo da quattro. Nota a margine: l’ex Avellino ieri si è allenato a parte, si attende ancora il responso degli esami dopo il fastidio al flessore accusato sabato. Cazzadori è encomiabile per l’impegno e ha comunque apposto il suo marchio sulle ultime due vittorie, ma è evidente (oltre che comprensibile) che gli manchi la brillantezza del girone d’andata.

Crespi è uscito malconcio nel match di sabato - Foto New Reporter Pasotti © www.giornaledibrescia.it
Crespi è uscito malconcio nel match di sabato - Foto New Reporter Pasotti © www.giornaledibrescia.it

Il problema vero, però, risiede nelle alternative. Quelle che non ci sono. La cartina di tornasole è proprio la partita con Triestina: Corini è costretto a togliere Crespi e lo sostituisce con Valente, un fuori ruolo. In panchina ci sono Di Molfetta, Maistrello e Spagnoli: il primo è quello che ha l’autonomia più alta, ma lo spezzone di Zanica ha rivelato una condizione ancora molto traballante, il secondo è pressoché inutilizzabile, il terzo è rientrato sabato dopo uno stop di quattro mesi e mezzo.

Se la speranza dopo il girone d’andata era che mercato e recuperi tamponassero l’emergenza in attacco entro il mese di gennaio, le ultime settimane hanno imposto un duro bagno di realismo. Senza dimenticare che Vido, il vero titolare nelle idee di inizio stagione, prosegue incessantemente la sua spola tra campo (poco) ed infermeria.

L’atteggiamento tattico

Non è però soltanto una questione di reparto: c’è pure un tema di atteggiamento tattico che non sta premiando gli attaccanti. Ad ogni riconquista alta, sabato, corrispondeva un blocco troppo basso, pigro nell’accompagnare la transizione, che nel frattempo perdeva abbrivio. Va corretto questo atteggiamento, soprattutto nei primi tempi. Il Brescia ha tutte le armi, in campo (che presto o tardi tornerà ad accogliere anche chi manca da un po’) e in panchina, per rimettersi in carreggiata.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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