Il doppio zero che incornicia il momentaccio del Brescia ha un precedente: non è una perturbante novità, semmai una spia in più accesa sul cruscotto. L’Union non restava a secco di gol per due gare consecutive da novembre, tra l’inaspettato scivolone con l’Alcione e l’inzuppato 0-0 nel derby con l’Ospitaletto. A qualche mese di distanza è accaduta esattamente la stessa cosa: ko nell’infrasettimanale con l’AlbinoLeffe, e poi un pareggio senza reti nel quale è stata l’avversaria (in questo caso la Triestina) a compiere qualche passo in più verso l’idea di vincerla.
Allora il Brescia era nell’occhio del ciclone, vicinissimo al punto di rottura (la sconfitta col Lumezzane, costata l’esonero a Diana). Oggi il contesto è diverso: c’è un allenatore attorno al quale si è deciso di costruire un progetto di risalita a lunga gittata, con la volontà ampiamente sdoganata di bruciare le tappe già quest’anno. Non c’è insomma l’aria da ultimatum che si respirava mesi fa.




